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Chi deve presentare la dichiarazione di successione

Redazione Successione Pronta. Aggiornato il .

In breve

  • Sono obbligati a presentare la dichiarazione di successione gli eredi, i chiamati all'eredità e i legatari, o i loro rappresentanti legali, oltre a figure come esecutori testamentari, curatori e trustee.
  • Basta una sola dichiarazione: se gli obbligati sono più di uno, la presenta uno di loro e vale per tutti.
  • Chi ha rinunciato espressamente all'eredità prima della scadenza non è obbligato a presentarla; lo stesso vale per il chiamato che, senza avere il possesso dei beni, ha chiesto la nomina di un curatore dell'eredità giacente.
  • Per minori e incapaci la presenta il genitore, il tutore o l'amministratore di sostegno; chi vive all'estero può usare il servizio online o, se non riesce, il modello cartaceo.
  • La scadenza è 12 mesi dal decesso e vale per tutti gli obbligati: se nessuno la presenta, le sanzioni possono riguardare ciascuno di loro.

La dichiarazione di successione deve essere presentata dagli eredi, dai chiamati all'eredità e dai legatari del defunto, oppure dai loro rappresentanti legali; ma basta che la presenti uno solo di loro perché l'obbligo sia assolto per tutti. Chi ha rinunciato espressamente all'eredità, di regola, non è obbligato. Scadenze, costi ed esoneri sono riassunti nella guida completa alla dichiarazione di successione.

Chi è obbligato a presentare la dichiarazione di successione

L'articolo 28 del D.Lgs. 346/1990 e la scheda dell'Agenzia delle Entrate elencano i soggetti obbligati:

Soggetto Chi è, in parole semplici
Eredi Chi ha accettato l'eredità, per testamento o per legge
Chiamati all'eredità Chi ha diritto all'eredità ma non ha ancora accettato né rinunciato
Legatari Chi riceve dal testamento un bene determinato (per esempio un appartamento o una somma)
Rappresentanti legali Genitori di figli minori, tutori, curatori, amministratori di sostegno
Immessi nel possesso dei beni In caso di assenza o morte presunta del titolare
Amministratori dell'eredità Nominati per gestire il patrimonio in casi particolari
Curatori dell'eredità giacente Quando nessuno ha ancora accettato e i beni vanno gestiti
Esecutori testamentari Nominati dal defunto nel testamento
Trustee Per i beni conferiti in un trust

In pratica, nella grande maggioranza delle famiglie la dichiarazione la presenta il coniuge o uno dei figli. Chi siano gli eredi in assenza di testamento, e con quali quote, lo spieghiamo nella guida sulla successione senza testamento.

Basta che la presenti un solo erede?

Sì. Secondo l'Agenzia delle Entrate, se più persone sono obbligate alla presentazione della dichiarazione è sufficiente presentarne una sola. La dichiarazione presentata da uno degli eredi indica comunque tutti gli eredi e legatari con le loro quote, e vale per tutti.

Questo significa che:

  • gli altri eredi non devono presentare una seconda dichiarazione;
  • il dichiarante ha bisogno dei dati di tutti (codici fiscali, quote, eventuali requisiti «prima casa»);
  • l'imposta di successione resta dovuta da tutti: l'articolo 36 del D.Lgs. 346/1990 prevede che gli eredi siano obbligati in solido al pagamento verso il fisco.

Se invece nessuno la presenta entro i 12 mesi, la violazione riguarda tutti gli obbligati. Le sanzioni e il modo per rimediare sono nella guida sulla successione in ritardo.

Presentare la successione significa accettare l'eredità?

È una delle domande più frequenti, e la risposta richiede prudenza. La dichiarazione di successione è un adempimento fiscale; l'accettazione dell'eredità è un atto civile, che può essere espresso o tacito. Si ha accettazione tacita quando il chiamato compie un atto che presuppone necessariamente la volontà di accettare e che non avrebbe il diritto di compiere se non come erede (art. 476 c.c.).

Secondo l'orientamento prevalente della giurisprudenza, la sola presentazione della dichiarazione di successione non comporta di per sé accettazione tacita, proprio perché è un obbligo fiscale che grava anche sui chiamati che non hanno ancora deciso. Diverso è il caso di chi, oltre a presentarla, incassa le somme del defunto, vende o affitta i beni, o compie altri atti di disposizione: questi comportamenti possono essere valutati come accettazione.

Se si teme che l'eredità abbia più debiti che beni, prima di fare qualsiasi cosa sui beni conviene chiedere un parere a un notaio o a un avvocato, per valutare la rinuncia o l'accettazione con beneficio d'inventario.

Chi rinuncia all'eredità deve presentare la dichiarazione?

Di regola no. Secondo l'Agenzia delle Entrate, non sono obbligati a presentare la dichiarazione i chiamati e i legatari che, prima della scadenza del termine, hanno rinunciato espressamente all'eredità o al legato oppure, non essendo nel possesso dei beni ereditari, hanno chiesto la nomina di un curatore dell'eredità giacente. L'art. 28, comma 5, del D.Lgs. 346/1990 richiede anche di informarne l'ufficio dell'Agenzia, allegando copia autentica della rinuncia o dell'istanza.

La rinuncia all'eredità è un atto formale: si fa con una dichiarazione ricevuta da un notaio o dal cancelliere del tribunale del luogo in cui si è aperta la successione, ed è inserita nel registro delle successioni (art. 519 c.c.). Non basta dire alla famiglia o alla banca che non si vuole l'eredità.

Attenzione a due effetti spesso trascurati:

  • se rinuncia un figlio, al suo posto possono subentrare per rappresentazione i suoi figli (i nipoti del defunto), che a loro volta diventano chiamati all'eredità;
  • se tutti i chiamati rinunciano, l'eredità può passare ad altri parenti o, in ultima istanza, allo Stato.

Gli eredi non sono d'accordo: chi presenta la successione?

La legge non prevede che la dichiarazione debba essere firmata da tutti: qualsiasi obbligato può presentarla, anche se gli altri non collaborano. Il disaccordo tra eredi su chi debba avere cosa (per esempio la casa) non sospende la scadenza dei 12 mesi.

In pratica:

  • chi la presenta indica le quote che risultano dal testamento o dalla legge, non quelle «desiderate»;
  • la divisione concreta dei beni è un passaggio successivo e separato, che si fa d'accordo o, in mancanza, davanti al giudice;
  • per il pagamento delle imposte gli eredi sono obbligati in solido, quindi conviene comunque cercare un accordo su chi anticipa le somme.

Quando il disaccordo riguarda il testamento, la legittima o la divisione, è opportuno rivolgersi a un avvocato o a un notaio.

Può presentarla un familiare che non è erede, o un servizio esterno?

Un familiare che non è erede (per esempio il genero, la nuora o un cugino non chiamato) non rientra tra i soggetti obbligati e non può presentare la dichiarazione a proprio nome. Può però aiutare in tutto il resto: raccogliere documenti, chiedere i saldi in banca, accompagnare l'erede all'ufficio.

La trasmissione telematica per conto degli eredi può essere fatta solo:

  • dall'erede stesso (o da un altro obbligato) con le proprie credenziali SPID, CIE o CNS, come spiegato nella guida sulla successione online con SPID;
  • da un intermediario abilitato, cioè un CAF o un professionista;
  • da un ufficio dell'Agenzia delle Entrate, su appuntamento, se l'erede ha compilato la dichiarazione ma non riesce a inviarla.

Un servizio privato che non è intermediario abilitato può aiutare nella preparazione, ma l'invio resta a carico dell'erede.

Eredi minori o incapaci: chi la presenta?

Per un erede minorenne la dichiarazione la presenta il genitore che ne ha la rappresentanza; per una persona interdetta il tutore; per chi ha un amministratore di sostegno, l'amministratore nei limiti del decreto di nomina. Nel servizio web dell'Agenzia, chi agisce per conto di un'altra persona indica il proprio codice di qualifica e il codice fiscale del rappresentato.

Per i minori e gli interdetti c'è però un passaggio civile importante: l'eredità può essere accettata solo con beneficio d'inventario (art. 471 c.c.; regole analoghe valgono per inabilitati e, di norma, per i beneficiari di amministrazione di sostegno) e servono le autorizzazioni del giudice tutelare per accettare e, spesso, per riscuotere le somme o vendere i beni. La dichiarazione di successione si può presentare anche prima che questi passaggi siano conclusi, ma conviene coordinarsi con un notaio o un avvocato.

Eredi che vivono all'estero

Un erede che vive all'estero ha le stesse scadenze e può:

  • usare il servizio online dell'Agenzia, se ha SPID, CIE o CNS valide;
  • affidarsi a un intermediario abilitato in Italia;
  • lasciare che sia un altro erede, residente in Italia, a presentare la dichiarazione per tutti.

Solo chi risiede all'estero e non riesce a usare il canale telematico può presentare il modello cartaceo, spedito con raccomandata o altro mezzo che provi la data di spedizione: in questo caso la dichiarazione si considera presentata il giorno della consegna all'ufficio postale.

Se era il defunto a vivere all'estero, l'ufficio competente è quello dell'ultima residenza in Italia; se non è nota, è l'Ufficio territoriale Roma 6 – EUR Torrino della Direzione provinciale II di Roma, come indicato dall'Agenzia.

E se l'eredità rientra nell'esonero?

Se l'eredità va a coniuge e parenti in linea retta, vale fino a 100.000 € e non comprende immobili, nessuno è obbligato a presentare la dichiarazione. In quel caso gli eredi consegnano alla banca o a Poste una dichiarazione che attesta l'esonero, che l'intermediario trasmette all'Agenzia entro 15 giorni. Se in seguito emergono altri beni che fanno venire meno le condizioni, la dichiarazione torna obbligatoria. Tutti i dettagli sono nella guida su quando non serve la dichiarazione di successione.

Domande frequenti

Se mio fratello ha già presentato la successione devo farla anch'io?

No. Se un obbligato ha già presentato la dichiarazione, l'obbligo è assolto per tutti. Conviene chiedergli la ricevuta di registrazione o verificare lo stato della pratica dal proprio Cassetto fiscale, se si è indicati tra i beneficiari.

Il convivente non sposato deve presentare la dichiarazione?

Solo se è erede per testamento o legatario: la legge non lo considera erede in assenza di testamento. In quel caso rientra tra gli «altri soggetti», con aliquota dell'8 % e nessuna franchigia.

Posso presentare la dichiarazione se non ho ancora deciso se accettare l'eredità?

Sì, anche i chiamati all'eredità che non hanno ancora accettato sono tra i soggetti obbligati. Chi teme che l'eredità abbia più debiti che beni dovrebbe però chiedere un parere a un professionista prima di compiere atti sui beni.

Chi paga l'imposta se la dichiarazione la presenta un solo erede?

L'imposta di successione è dovuta da tutti gli eredi, obbligati in solido verso il fisco. Chi la presenta può pagarla per tutti e poi chiedere agli altri la loro parte, secondo gli accordi familiari.

Fonti

Informazioni generali aggiornate alla data indicata, non costituiscono consulenza legale o fiscale. Per i casi particolari rivolgiti a un professionista abilitato.