Successione online fai da te con SPID: come si fa
In breve
- Sì, la dichiarazione di successione si può fare da soli e gratis con il servizio «Dichiarazione di successione precompilata web» dell'Agenzia delle Entrate.
- Per accedere servono SPID, CIE o CNS dell'erede che presenta la dichiarazione; basta che la presenti un solo erede per tutti.
- Il servizio propone già anagrafiche, terreni e fabbricati del defunto, calcola le imposte e permette di pagarle con addebito sul conto al momento dell'invio.
- Conti, titoli, debiti e testamento vanno inseriti a mano: se i dati sono incompleti o incoerenti la dichiarazione viene scartata e va ripresentata.
- Con molti immobili, beni all'estero, aziende, eredi minori o eredi in lite conviene farsi assistere da un CAF o da un professionista abilitato.
La dichiarazione di successione si può presentare da soli, online e gratuitamente, con il servizio «Dichiarazione di successione precompilata web» dell'Agenzia delle Entrate: servono le credenziali SPID, CIE o CNS di uno degli eredi e i documenti sui beni del defunto. Il servizio propone parte dei dati, calcola le imposte e permette di pagarle al momento dell'invio. Per il quadro generale (scadenze, esoneri, imposte) parti dalla guida completa alla dichiarazione di successione.
Si può fare la successione da soli?
Sì. Dal punto di vista della legge la dichiarazione di successione può essere trasmessa direttamente dagli eredi, dai chiamati all'eredità e dai legatari, senza intermediari. L'Agenzia mette a disposizione due strumenti gratuiti:
| Strumento | Come funziona | A chi è adatto |
|---|---|---|
| Precompilata web | Si compila dal browser, nell'area riservata, con dati già proposti | Alla maggior parte delle famiglie |
| Software «Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali» | Si installa sul computer, si compila e si invia il file | A chi ha familiarità con i software fiscali |
In entrambi i casi l'unico costo sono le imposte dovute (per esempio quelle fisse sugli immobili); l'Agenzia non chiede alcun compenso per il servizio. Per sapere quanto si paga davvero, vedi la guida su quanto costa una successione.
Fare da sé conviene soprattutto nelle successioni lineari: pochi eredi d'accordo tra loro, una casa, qualche conto corrente, nessun testamento complicato.
Come si accede: SPID, CIE o CNS
Per entrare nel servizio servono le credenziali di chi presenta la dichiarazione, non quelle del defunto:
- SPID (Sistema Pubblico di Identità Digitale);
- CIE, la Carta d'Identità Elettronica, con l'app CieID o un lettore;
- CNS, la Carta Nazionale dei Servizi (per esempio la tessera sanitaria attivata).
Dopo l'accesso all'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate, il percorso è Servizi > Dichiarazioni > Dichiarazione di successione. Il servizio ha tre sezioni: Nuova dichiarazione, Elenco dichiarazioni (per riprendere le bozze o vedere quelle inviate) e Ricevute.
Chi può presentarla e per conto di chi
Basta una sola dichiarazione anche se gli eredi sono più di uno: la presenta uno di loro e vale per tutti. Nella fase iniziale il servizio chiede:
- i dati del defunto, con un controllo di verifica;
- i dati del dichiarante, con il codice di qualifica (erede, chiamato, legatario, rappresentante legale, esecutore testamentario, trustee…) e il grado di parentela;
- se il dichiarante agisce per un'altra persona (per esempio il genitore per un figlio minore, il tutore o l'amministratore di sostegno), anche il codice fiscale del rappresentato;
- almeno un recapito (telefono o email).
Un familiare che non è erede (per esempio il genero o la nuora) non può presentare la dichiarazione in nome proprio: può aiutare a raccogliere i documenti, ma l'invio deve farlo un soggetto obbligato con le proprie credenziali, oppure un intermediario abilitato (CAF o professionista). Tutte le figure obbligate sono spiegate nella guida su chi deve presentare la dichiarazione di successione.
Quali dati sono già precompilati
Secondo l'Agenzia delle Entrate, il servizio carica automaticamente:
- i dati anagrafici e di contatto;
- i terreni e fabbricati intestati al defunto, con i dati catastali;
- i pagamenti eventualmente già fatti con una precedente dichiarazione di successione telematica.
L'erede deve validare o modificare questi dati. Restano da inserire a mano, con i documenti alla mano:
- conti correnti, libretti, depositi e titoli, con il saldo alla data del decesso indicato dalla banca o da Poste;
- quote di società, veicoli registrati e altri beni non presenti nelle banche dati;
- debiti del defunto e spese funebri, con le relative pezze d'appoggio;
- gli eredi e legatari con le loro quote, ed eventuali requisiti «prima casa»;
- gli allegati in PDF/A o TIFF (per esempio il testamento, l'attestazione dei saldi, eventuali atti).
Cosa chiedere a banca, Poste e catasto è elencato nella checklist dei documenti per la successione.
Gli errori che bloccano l'invio
La precompilata non è un modulo libero: prima e dopo l'invio esegue controlli automatici. Alcuni impediscono di proseguire finché il dato non è corretto; altri portano allo scarto della dichiarazione dopo la trasmissione. Secondo l'Agenzia, lo scarto dipende di solito da dati compilati in modo errato o da allegati mancanti o non conformi.
Gli errori più frequenti nella pratica:
- quote degli eredi che non tornano (la somma non fa 100 %);
- grado di parentela incoerente con il codice di qualifica;
- immobili con dati catastali non aggiornati o in comproprietà con quote sbagliate;
- saldi dei conti indicati senza la documentazione della banca;
- allegati in formato non accettato o testamento non allegato quando c'è.
La ricevuta di registrazione negativa indica i motivi dello scarto: si correggono i dati e si ripresenta. Per questo conviene inviare con un margine di qualche settimana rispetto alla scadenza dei 12 mesi.
Pagamento delle imposte e ricevute
Alla fine della compilazione il servizio calcola automaticamente le somme dovute:
- le imposte legate agli immobili (ipotecaria, catastale, bollo, tassa per i servizi ipotecari e catastali), da pagare al momento dell'invio;
- per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025, l'imposta di successione autoliquidata nel quadro EF, che si può pagare subito o entro 90 giorni dalla scadenza della dichiarazione, anche a rate se l'importo è pari o superiore a 1.000 €.
Con la presentazione telematica il pagamento avviene con addebito su un conto corrente bancario o postale: servono l'IBAN e il codice fiscale dell'intestatario del conto. Chi paga in un momento successivo usa il modello F24. Codici tributo e rate sono nella guida sull'autoliquidazione dell'imposta di successione.
Dopo l'invio arrivano fino a cinque ricevute: trasmissione, registrazione (la prova della presentazione), addebito, regolarità con la copia della dichiarazione, ed esito delle volture per ogni immobile. Si trovano nella sezione Ricevute; dichiarante e beneficiari possono seguire la pratica anche dal Cassetto fiscale.
L'attestazione per banche e Poste
Nella dichiarazione si può chiedere l'attestazione di avvenuta presentazione, cioè la copia certificata che molte banche chiedono per svincolare i conti. Secondo la guida dell'Agenzia di giugno 2026 costa 32 € di imposta di bollo e 16 € di tributi speciali, ed è rilasciata in formato elettronico dopo la ricevuta di regolarità. Se non la si chiede in dichiarazione, la si può ottenere più tardi presso un ufficio dell'Agenzia.
Cosa preparare prima di iniziare
La compilazione online è più rapida se si arriva con tutto pronto. Prima di aprire il servizio conviene avere a portata di mano:
- codici fiscali del defunto e di tutti gli eredi e legatari, con il grado di parentela;
- la data del decesso e, se c'è, il testamento già pubblicato, in formato digitale;
- per ogni banca o ufficio postale, il documento con i saldi alla data del decesso (conti, libretti, titoli);
- l'elenco degli immobili da confrontare con quelli proposti dal servizio, e l'indicazione di chi tra gli eredi ha i requisiti «prima casa»;
- le fatture del funerale e i documenti dei debiti da dedurre;
- l'IBAN di un conto dell'erede per l'addebito delle imposte.
Con questi documenti, in una successione semplice la compilazione richiede di solito una sessione di lavoro; il tempo vero si spende nel farsi rilasciare i saldi dalle banche.
Quando non conviene farla da soli
La precompilata web è pensata per le situazioni ordinarie. Nei casi seguenti il rischio di errore (e di sanzioni o maggiori imposte accertate entro due anni) cresce, e nei casi particolari conviene rivolgersi a un professionista abilitato:
- testamento con legati, disposizioni complesse o che lede la quota di legittima;
- eredi minori o incapaci, che richiedono autorizzazioni del giudice per accettare;
- aziende, quote societarie, partite IVA del defunto;
- beni all'estero o defunto residente all'estero;
- molti immobili, immobili non accatastati o con difformità;
- debiti rilevanti o dubbio che l'eredità sia in passivo (da valutare prima di qualsiasi atto);
- eredi in disaccordo sulle quote o sui beni.
Il confronto tra fai da te, CAF, notaio, commercialista e servizi online privati è nella guida CAF, notaio o online.
Domande frequenti
Serve installare un programma per fare la successione online?
No. Il servizio precompilato funziona dal browser nell'area riservata del sito dell'Agenzia delle Entrate. In alternativa esiste un software gratuito da installare, utile soprattutto a chi compila molte dichiarazioni.
Posso salvare la dichiarazione e finirla in un altro momento?
Sì, il servizio permette di salvare la bozza e riprenderla dall'elenco delle dichiarazioni prima dell'invio.
Il conto da cui pago le imposte deve essere del defunto?
No. Per l'addebito servono l'IBAN e il codice fiscale dell'intestatario del conto, che di norma è un erede: il conto del defunto è bloccato e non va usato.
Se la dichiarazione viene scartata ho perso la scadenza?
La ricevuta di scarto indica i motivi: si corregge e si ripresenta. Conviene inviare con qualche settimana di margine rispetto ai 12 mesi, per avere il tempo di rimediare.
Un figlio che vive all'estero può fare la successione online?
Sì, se dispone di SPID, CIE o CNS valide può usare il servizio come chi vive in Italia. Il modello cartaceo è ammesso solo per chi risiede all'estero e non riesce a usare il canale telematico.
Fonti
- Agenzia delle Entrate – Dichiarazione di successione precompilata web
- Agenzia delle Entrate – Assistenza: dichiarazione di successione web
- Agenzia delle Entrate – Modelli e istruzioni della dichiarazione di successione
- Agenzia delle Entrate – Come e quando presentare la dichiarazione di successione
- Agenzia delle Entrate – Imposte da pagare sulla successione
- Agenzia delle Entrate – Dichiarazione e imposta di successione (guida, giugno 2026)
Informazioni generali aggiornate alla data indicata, non costituiscono consulenza legale o fiscale. Per i casi particolari rivolgiti a un professionista abilitato.