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Dichiarazione di successione in ritardo: sanzioni e ravvedimento (2026)

Redazione Successione Pronta. Aggiornato il .

In breve

  • La dichiarazione di successione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso; l'imposta autoliquidata si paga entro i 90 giorni successivi a quella scadenza.
  • Per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 la sanzione è del 45 % dell'imposta se il ritardo non supera 30 giorni e del 120 % oltre; se non è dovuta imposta va da 150 a 500 € (ritardo fino a 30 giorni) o da 250 a 1.000 €.
  • Con il ravvedimento operoso, presentando entro 90 giorni dalla scadenza, la sanzione si riduce a un decimo del minimo previsto per l'omissione (art. 13, lett. c, D.Lgs. 472/1997): secondo la lettura letterale il 12 % dell'imposta, oppure 25 € se non c'è imposta; per i ritardi fino a 30 giorni alcuni commentatori applicano il decimo alla sanzione ridotta (4,5 % o 15 €).
  • La sanzione da ravvedimento per la tardiva presentazione si versa con F24 e codice tributo 1549; gli interessi con il codice 1537.
  • Il ritardo non cancella l'obbligo: l'Agenzia può liquidare l'imposta di una successione mai dichiarata entro cinque anni dalla scadenza del termine.

Chi presenta la dichiarazione di successione dopo i 12 mesi dal decesso paga una sanzione, ma può ridurla molto con il ravvedimento operoso, soprattutto se rimedia entro 90 giorni dalla scadenza. Per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024 la sanzione è del 45 % dell'imposta per un ritardo fino a 30 giorni e del 120 % oltre; se non c'è imposta da pagare, è una somma fissa tra 150 e 1.000 €. Qui trovi le regole aggiornate al 2026, i codici tributo e un esempio di calcolo; per il quadro generale dell'adempimento vedi la guida completa alla dichiarazione di successione.

Qual è la scadenza esatta della dichiarazione di successione?

La dichiarazione va presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che di norma coincide con la data del decesso (art. 31 del D.Lgs. 346/1990). Se una persona è morta il 10 giugno 2025, il termine ordinario è il 10 giugno 2026.

In alcuni casi il termine parte da una data diversa: per esempio, per chi rinuncia all'eredità o per chi diventa erede dopo la rinuncia di un altro, il termine decorre dalla rinuncia o dal momento in cui l'obbligato ne ha avuto notizia; per i beni scoperti dopo (le cosiddette sopravvenienze) decorre dalla data della sopravvenienza.

Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 c'è una seconda scadenza da non confondere con la prima: l'imposta di successione, che ora calcola lo stesso erede, si paga entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione. Nell'esempio della Circolare 3/E del 2025, per un decesso del 22 ottobre 2025 la dichiarazione scade il 22 ottobre 2026 e il versamento dell'imposta può avvenire fino al 20 gennaio 2027. I dettagli sono nella guida sull'autoliquidazione dell'imposta di successione.

Scadenza Termine Norma
Presentazione della dichiarazione 12 mesi dal decesso art. 31 D.Lgs. 346/1990
Imposte ipotecaria, catastale, bollo e tasse (se ci sono immobili) con la presentazione della dichiarazione art. 33 D.Lgs. 346/1990
Imposta di successione autoliquidata (successioni dal 2025) entro 90 giorni dalla scadenza della dichiarazione art. 37 D.Lgs. 346/1990

Quali sono le sanzioni oggi per la successione presentata in ritardo?

Il D.Lgs. 87/2024 ha ridotto le sanzioni per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024. Il testo attuale dell'art. 50 del D.Lgs. 346/1990, riportato nella Circolare 3/E del 2025, prevede:

Situazione Se è dovuta imposta Se non è dovuta imposta
Ritardo fino a 30 giorni 45 % dell'imposta liquidata da 150 a 500 €
Ritardo oltre 30 giorni o dichiarazione omessa 120 % dell'imposta liquidata da 250 a 1.000 €

Prima della riforma le stesse violazioni erano punite con sanzioni più alte: dal 120 al 240 % dell'imposta per l'omissione e dal 60 al 120 % per il ritardo fino a 30 giorni. La riduzione vale solo per le violazioni commesse dal 1° settembre 2024, cioè quando la scadenza dei 12 mesi cade da quella data in poi.

Il caso «non è dovuta imposta» è molto frequente: quando gli eredi sono il coniuge e i figli, ognuno ha una franchigia di 1 milione di euro, quindi spesso non c'è imposta di successione da pagare. Il ritardo resta comunque sanzionato con un importo fisso, se la dichiarazione era obbligatoria. Se invece ricorrono i casi di esonero (eredità solo a coniuge e parenti in linea retta, attivo fino a 100.000 € e nessun immobile), la dichiarazione non è dovuta e non c'è alcun ritardo da sanare: vedi quando non serve la dichiarazione di successione.

Come funziona il ravvedimento operoso per la successione?

Il ravvedimento operoso (art. 13 del D.Lgs. 472/1997) permette di regolarizzare spontaneamente una violazione pagando una sanzione ridotta, a condizione che l'ufficio non abbia già notificato un atto di liquidazione o di accertamento.

Per la dichiarazione presentata in ritardo, la lettera c) dell'art. 13 riduce la sanzione «a un decimo del minimo di quella prevista per l'omissione della presentazione della dichiarazione» se questa viene presentata con un ritardo non superiore a 90 giorni. Applicata all'art. 50 del D.Lgs. 346/1990, la riduzione dà questi risultati:

Momento della presentazione Sanzione piena Con ravvedimento (1/10 del minimo per l'omissione)
Dal 31° al 90° giorno, con imposta 120 % dell'imposta 12 % dell'imposta
Dal 31° al 90° giorno, senza imposta 250 € (minimo) 25 €
Entro 30 giorni, con imposta 45 % dell'imposta 12 % secondo la lettura letterale; 4,5 % secondo chi applica il decimo alla sanzione ridotta
Entro 30 giorni, senza imposta 150 € (minimo) 25 € secondo la lettura letterale; 15 € secondo l'altra lettura

Per i ritardi fino a 30 giorni non abbiamo trovato chiarimenti ufficiali dell'Agenzia delle Entrate specifici per le successioni: prima di versare conviene verificare la misura con l'ufficio o con un professionista abilitato.

Oltre i 90 giorni la dichiarazione è considerata omessa e la riduzione della lettera c) non è più disponibile: la dichiarazione va comunque presentata, ma la sanzione viene determinata dall'ufficio. Su questa fascia le possibilità di ravvedimento sono discusse e conviene verificarle caso per caso con l'ufficio o con un professionista.

Con l'autoliquidazione, introdotta per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025, è lo stesso erede a calcolare e versare la sanzione ridotta, insieme alla dichiarazione tardiva. L'ufficio poi controlla l'autoliquidazione e, se trova somme mancanti, notifica un avviso di liquidazione entro due anni dalla presentazione.

Esempio di ravvedimento

Un uomo muore il 10 giugno 2025 senza moglie né figli. Eredi sono i due fratelli; l'eredità è composta solo da un conto corrente di 300.000 €.

  • Ogni fratello riceve 150.000 €; la franchigia per i fratelli è di 100.000 € a testa.
  • Imposta di successione: (150.000 − 100.000) × 6 % = 3.000 € per fratello, 6.000 € in totale.
  • Scadenza della dichiarazione: 10 giugno 2026. Scadenza del versamento dell'imposta: 8 settembre 2026.

Caso A. La dichiarazione viene presentata il 30 giugno 2026 (20 giorni di ritardo). Sanzione piena: 45 % di 6.000 € = 2.700 €. Con il ravvedimento: 12 % di 6.000 € = 720 € secondo la lettura letterale dell'art. 13, oppure 4,5 % = 270 € secondo l'interpretazione più favorevole, che va verificata.

Caso B. La dichiarazione viene presentata il 31 luglio 2026 (51 giorni di ritardo). Sanzione piena: 120 % di 6.000 € = 7.200 €. Con il ravvedimento: 12 % di 6.000 € = 720 €.

In entrambi i casi l'imposta di 6.000 € resta dovuta per intero ed è pagata entro l'8 settembre 2026, quindi non ci sono ritardi nel versamento né interessi. Se gli eredi fossero stati il coniuge e i figli, senza imposta da pagare, il ravvedimento sarebbe costato 25 € nel caso B e, nel caso A, 25 € o 15 € a seconda dell'interpretazione.

Quali codici tributo si usano nell'F24?

La Risoluzione 2/E del 10 gennaio 2025 ha istituito e rinominato i codici per le successioni aperte dal 2025:

Codice Che cosa si paga
1539 Imposta di successione autoliquidata
1635 Interessi sul pagamento rateale dell'imposta di successione
1549 Sanzione da ravvedimento per tardiva presentazione della dichiarazione
1535 Sanzione da ravvedimento per imposte ipotecaria, catastale e di successione
1537 Interessi da ravvedimento

Nell'F24 si indicano il codice fiscale dell'erede che paga, il codice fiscale del defunto nel campo del coobbligato con il codice identificativo «08» e, come anno di riferimento, l'anno del decesso. Per somme richieste dall'ufficio con avviso di liquidazione si usano invece i codici indicati nell'avviso (per esempio A150 per la sanzione per tardiva presentazione). La Risoluzione 30/E del 16 settembre 2026 ha istituito codici specifici (da A252 a A259) per versare le somme richieste con avviso di liquidazione per decadenza dalle agevolazioni prima casa, quando l'avviso segue un'istanza di ravvedimento o di revoca d'intenti presentata dall'erede.

Ritardo nella dichiarazione o ritardo nel pagamento: che differenza c'è?

Sono due violazioni diverse, con sanzioni diverse.

  • Ritardo nella dichiarazione: si applica l'art. 50 del D.Lgs. 346/1990 (45 % o 120 % dell'imposta, oppure importi fissi se non c'è imposta).
  • Ritardo nel pagamento dell'imposta autoliquidata: si applica la sanzione per omesso versamento dell'art. 13 del D.Lgs. 471/1997, pari al 25 % dell'importo non versato, ridotta alla metà per ritardi fino a 90 giorni e ulteriormente, per ritardi fino a 15 giorni, a un quindicesimo per ogni giorno di ritardo. Anche questa sanzione si può ridurre con il ravvedimento, pagando insieme imposta, sanzione ridotta e interessi.

Si può quindi presentare la dichiarazione in tempo e pagare tardi, o viceversa: ogni ritardo si regolarizza per conto suo. Se l'ufficio, controllando la dichiarazione, accerta una maggiore imposta, la sanzione del 25 % si riduce a un terzo se si paga entro 60 giorni dall'avviso.

Cosa succede se la successione non viene presentata per anni?

L'obbligo non si estingue con il passare del tempo. In caso di dichiarazione omessa, l'Agenzia può liquidare l'imposta entro cinque anni dalla scadenza del termine per presentarla (art. 27, comma 4, del D.Lgs. 346/1990). Nel frattempo i beni restano bloccati: le banche non possono svincolare i conti senza la prova della presentazione, e questo vale «anche dopo il termine di cinque anni», come ricorda la Circolare 3/E del 2025 citando l'art. 48.

Nella Risoluzione 66/E del 2024 è riportata l'impostazione secondo cui una dichiarazione presentata oltre i cinque anni non può più essere sanzionata per omissione, perché l'ufficio è decaduto dal potere di accertamento: è un caso limite, da verificare con l'ufficio. La dichiarazione resta comunque necessaria per sbloccare i beni, fare le volture e vendere gli immobili. Aspettare non è quindi una strategia: i conti restano fermi e, prima dei cinque anni, la sanzione piena è del 120 %.

La sanzione si paga per ogni erede?

La dichiarazione di successione è una sola per tutta l'eredità, anche quando gli obbligati sono più persone, e può essere presentata da uno solo di loro per conto di tutti. La sanzione è calcolata sull'imposta liquidata in base a quella dichiarazione, non moltiplicata per il numero degli eredi. Chi sono gli obbligati e cosa succede se gli eredi non sono d'accordo lo trovi nella guida su chi deve presentare la dichiarazione di successione.

Successioni aperte prima del 2025: cosa cambia?

Per le successioni aperte fino al 31 dicembre 2024 non c'è autoliquidazione dell'imposta di successione: la calcola l'ufficio, che notifica un avviso di liquidazione da pagare entro 60 giorni. Gli eredi versano subito solo le imposte ipotecaria e catastale, il bollo e le tasse, se ci sono immobili.

Per capire quali sanzioni si applicano conta la data della violazione, cioè la scadenza dei 12 mesi:

Data del decesso Scadenza della dichiarazione Sanzioni applicabili Chi calcola l'imposta
Fino al 31 agosto 2023 fino al 31 agosto 2024 regime precedente (dal 120 al 240 %; dal 60 al 120 % se il ritardo non supera 30 giorni) l'ufficio
Dal 1° settembre 2023 al 31 dicembre 2024 dal 1° settembre 2024 al 31 dicembre 2025 nuove sanzioni (45 % o 120 %) l'ufficio
Dal 1° gennaio 2025 dal 1° gennaio 2026 nuove sanzioni (45 % o 120 %) l'erede (autoliquidazione)

Per i casi meno recenti, chi presenta oggi una dichiarazione tardiva di una successione aperta prima del 2025 non autoliquida l'imposta di successione: sarà l'ufficio a liquidare imposta e sanzioni. Per un riepilogo di tutte le voci di spesa, comprese le imposte fisse, vedi quanto costa una successione.

Domande frequenti

Se presento la successione con due giorni di ritardo pago comunque una sanzione?

Sì. Anche un ritardo minimo è una violazione, che rientra nella fascia più lieve (fino a 30 giorni). Con il ravvedimento la sanzione si riduce a un decimo del minimo: la misura esatta (12 % o 4,5 % dell'imposta, oppure 25 € o 15 € se non è dovuta imposta) dipende dall'interpretazione dell'art. 13 del D.Lgs. 472/1997, su cui non risultano chiarimenti ufficiali specifici per le successioni.

Se i beni sono solo un conto corrente e non c'è imposta da pagare, il ritardo costa qualcosa?

Sì, se la dichiarazione era obbligatoria. Quando non è dovuta imposta la sanzione è fissa: da 150 a 500 € per un ritardo fino a 30 giorni, da 250 a 1.000 € oltre. Con il ravvedimento entro 90 giorni si paga un decimo del minimo: 25 € secondo la lettura letterale della norma, 15 € secondo chi, per i ritardi fino a 30 giorni, applica il decimo alla sanzione ridotta.

Il ritardo nella dichiarazione blocca anche il conto in banca?

Sì. Le banche non possono svincolare le somme del defunto senza la prova che la dichiarazione è stata presentata (art. 48 del D.Lgs. 346/1990), salvo i casi di esonero. Ritardare la dichiarazione allunga quindi anche i tempi di sblocco.

Posso ancora chiedere le agevolazioni prima casa se presento in ritardo?

Secondo la risoluzione 66/E del 2024 sì, fino alla notifica di un accertamento d'ufficio o comunque entro cinque anni dal termine ordinario, purché i requisiti esistessero alla data del decesso. Se però la dichiarazione arriva dopo i 18 mesi previsti per trasferire la residenza e l'erede non era già residente nel comune al momento del decesso, l'agevolazione non può essere riconosciuta.

Le sanzioni cambiano dal 2027?

Dal 1° gennaio 2027 le norme sulle sanzioni confluiranno nel nuovo testo unico delle sanzioni tributarie (D.Lgs. 173/2024), il cui avvio è stato rinviato dal D.L. 200/2025. Ad oggi si applicano l'art. 50 del D.Lgs. 346/1990 e l'art. 13 del D.Lgs. 472/1997.

Fonti

Informazioni generali aggiornate alla data indicata, non costituiscono consulenza legale o fiscale. Per i casi particolari rivolgiti a un professionista abilitato.