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Dichiarazione di successione: la guida completa per gli eredi (2026)

Redazione Successione Pronta. Aggiornato il .

In breve

  • La dichiarazione di successione è l'adempimento fiscale con cui gli eredi comunicano all'Agenzia delle Entrate il patrimonio del defunto: va presentata online entro 12 mesi dalla data del decesso.
  • Non è obbligatoria solo se l'eredità va a coniuge e figli o genitori, vale fino a 100.000 € e non comprende immobili: le tre condizioni devono esserci tutte insieme.
  • Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 l'imposta di successione è autoliquidata dagli eredi e si paga entro 90 giorni dalla scadenza della dichiarazione, anche a rate se è pari o superiore a 1.000 €.
  • Il servizio «Dichiarazione di successione precompilata web» dell'Agenzia è gratuito e si usa con SPID, CIE o CNS; in alternativa si può passare da un CAF o da un professionista abilitato.
  • Coniuge e parenti in linea retta pagano l'imposta del 4 % solo sulla parte che supera 1 milione di euro a testa: nella maggior parte delle famiglie si pagano soltanto le imposte fisse sugli immobili.

La dichiarazione di successione è il modello con cui gli eredi comunicano all'Agenzia delle Entrate quali beni e debiti ha lasciato una persona defunta, così che il passaggio del patrimonio venga registrato e tassato. Va presentata online entro 12 mesi dalla data del decesso e, per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025, contiene anche il calcolo dell'imposta fatto dagli stessi eredi. In molte famiglie l'imposta di successione vera e propria non è dovuta e si pagano solo alcune imposte fisse sugli immobili.

Cos'è la dichiarazione di successione e a cosa serve

La dichiarazione di successione è un adempimento fiscale, regolato dal D.Lgs. 346/1990: serve a dichiarare all'Agenzia delle Entrate l'attivo (case, terreni, conti, titoli, quote societarie) e il passivo (debiti, spese funebri nei limiti di legge) del defunto, indicando chi sono gli eredi e i legatari.

Oltre allo scopo fiscale, la dichiarazione ha tre effetti molto concreti nella vita degli eredi:

  • sblocca i conti: banche e Poste, per legge, non possono pagare le somme del defunto agli eredi senza la prova che la dichiarazione sia stata presentata o che non fosse dovuta (art. 48 del D.Lgs. 346/1990);
  • aggiorna il catasto: con la dichiarazione si chiede la voltura catastale degli immobili, cioè l'intestazione delle case e dei terreni agli eredi;
  • chiude il rapporto con il fisco per quella successione, salvo i controlli dell'Agenzia nei due anni successivi.

È importante non confondere la dichiarazione di successione con l'accettazione dell'eredità: sono due cose diverse, come spieghiamo più avanti.

Chi deve presentare la dichiarazione di successione

Secondo l'Agenzia delle Entrate sono obbligati a presentare la dichiarazione gli eredi, i chiamati all'eredità e i legatari (o i loro rappresentanti legali), oltre ad alcune figure particolari come gli amministratori dell'eredità, i curatori dell'eredità giacente, gli esecutori testamentari e i trustee.

Due regole semplificano molto la vita:

  • basta una sola dichiarazione: se più persone sono obbligate, è sufficiente che la presenti una di loro per tutti;
  • chi ha rinunciato espressamente all'eredità prima della scadenza non è obbligato (come chi, senza avere il possesso dei beni, ha chiesto la nomina di un curatore), purché ne abbia informato l'ufficio.

Per minori, persone sotto tutela o amministrazione di sostegno, la dichiarazione la presenta il rappresentante legale. Tutti i casi, compresi eredi in disaccordo ed eredi che vivono all'estero, sono trattati nella guida su chi deve presentare la dichiarazione di successione.

Entro quando va presentata

La dichiarazione va presentata entro 12 mesi dalla data di apertura della successione, che coincide normalmente con la data del decesso. Se una persona è morta il 15 marzo 2026, la scadenza è il 15 marzo 2027.

Il pagamento dell'imposta di successione autoliquidata ha un termine collegato ma diverso: entro 90 giorni dalla scadenza della dichiarazione. Le imposte legate agli immobili (ipotecaria, catastale, bollo, tassa per i servizi ipotecari e catastali) si versano invece al momento dell'invio.

Adempimento Termine
Presentazione della dichiarazione 12 mesi dal decesso
Imposte ipotecaria, catastale, bollo, tassa ipotecaria Contestualmente all'invio
Imposta di successione autoliquidata (successioni dal 1-1-2025) Entro 90 giorni dalla scadenza dei 12 mesi
Controllo dell'Agenzia sull'autoliquidazione Entro 2 anni dalla presentazione
Voltura catastale, se non chiesta in dichiarazione Entro 30 giorni dalla registrazione

Chi supera la scadenza può ancora presentare la dichiarazione, ma con sanzioni: dalle violazioni commesse dal 1° settembre 2024 l'omessa dichiarazione costa il 120 % dell'imposta dovuta, ridotto al 45 % se il ritardo non supera i 30 giorni (D.Lgs. 87/2024). I dettagli e il ravvedimento sono nella guida sulla successione in ritardo e le sanzioni.

Quando la dichiarazione di successione non è obbligatoria

La dichiarazione non va presentata se ricorrono contemporaneamente tre condizioni:

  1. l'eredità va al coniuge e ai parenti in linea retta del defunto (figli, nipoti in linea retta, genitori);
  2. l'eredità ha un valore non superiore a 100.000 €;
  3. l'eredità non comprende immobili o diritti reali immobiliari (per esempio una quota di una casa o un usufrutto).

Basta che manchi una sola condizione perché la dichiarazione torni obbligatoria: un conto da 20.000 € lasciato a un fratello richiede la dichiarazione, così come un piccolo box auto lasciato ai figli. Anche in caso di esonero, per ottenere le somme dalla banca o da Poste gli eredi devono di solito consegnare una dichiarazione sostitutiva che attesti l'esonero.

Esempi, conti alla mano e casi limite (buoni postali, beni scoperti dopo) sono nella guida su quando non serve la dichiarazione di successione.

Come si presenta la dichiarazione di successione

Oggi la dichiarazione si presenta in via telematica. Le strade previste dall'Agenzia delle Entrate sono quattro:

Modalità Chi la usa Costo del servizio
Servizio «Dichiarazione di successione precompilata web» L'erede stesso, con SPID, CIE o CNS Gratuito (si pagano solo le imposte)
Software «Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali» Chi preferisce compilare sul proprio computer Gratuito
Intermediario abilitato (CAF o professionista) Chi delega compilazione e invio Onorario dell'intermediario
Ufficio dell'Agenzia delle Entrate su appuntamento Chi ha compilato da sé ma non riesce a trasmettere Gratuito

Il modello cartaceo resta ammesso solo per chi risiede all'estero e non riesce a usare il canale telematico: in quel caso si spedisce con raccomandata o altro mezzo che provi la data di spedizione.

La precompilata web

Il servizio web dell'Agenzia propone una dichiarazione già parzialmente compilata con i dati in suo possesso: dati anagrafici, recapiti, terreni e fabbricati intestati al defunto. L'erede li controlla, li corregge se serve, aggiunge ciò che manca (conti, titoli, debiti), e il sistema calcola automaticamente le imposte, permettendo di pagarle con l'addebito su un conto corrente bancario o postale al momento dell'invio. Passo per passo, la procedura è descritta nella guida sulla successione online con SPID.

CAF, notaio o professionista

Molte famiglie preferiscono farsi seguire, soprattutto quando ci sono più immobili, un testamento o eredi lontani. Il notaio non è obbligatorio per la dichiarazione di successione, ma lo è per altri atti collegati (pubblicazione di un testamento olografo, rinuncia all'eredità, accettazione con beneficio d'inventario, vendita di un immobile ereditato). Una comparazione neutrale delle opzioni, inclusa quella gratuita, è nella guida CAF, notaio o online.

Quali documenti servono

I documenti variano in base al patrimonio, ma in quasi tutte le successioni servono:

  • codice fiscale e documento d'identità del dichiarante;
  • dati anagrafici e codici fiscali di tutti gli eredi e legatari;
  • certificato di morte (o i dati del decesso) e, se c'è, il testamento pubblicato;
  • per i conti e i titoli: la dichiarazione di credito o l'attestazione dei saldi alla data del decesso rilasciata dalla banca o da Poste;
  • per gli immobili: dati catastali (il servizio web li propone in automatico) ed eventuali atti di provenienza;
  • per i debiti e le spese funebri: le fatture e la documentazione bancaria.

L'elenco completo, diviso per situazione familiare, è nella checklist dei documenti per la successione.

Quanto costa la successione

Il costo di una successione si compone di tre voci: le imposte fisse legate agli immobili, l'eventuale imposta di successione e l'eventuale onorario di chi la prepara.

Imposta o tributo Importo (guida AdE giugno 2026)
Imposta ipotecaria 2 % del valore catastale degli immobili, oppure 200 € fissi con i requisiti «prima casa»
Imposta catastale 1 % del valore catastale, oppure 200 € fissi con i requisiti «prima casa»
Imposta di bollo 85 € per ciascuna circoscrizione di pubblicità immobiliare in cui ci sono immobili
Tassa per i servizi ipotecari e catastali 120 € per ciascuna conservatoria in cui ci sono immobili
Attestazione di avvenuta presentazione (se richiesta) 32 € di bollo e 16 € di tributi speciali

Una successione con solo conti correnti lasciati a coniuge e figli, sotto 1 milione di euro a testa, può costare zero euro di imposte se presentata con la precompilata web (o poche decine di euro se si chiede l'attestazione). Con una casa che uno degli eredi può qualificare come prima casa, le imposte fisse sono 200 + 200 + 85 + 120 = 605 €. Gli esempi completi sono nella guida su quanto costa una successione.

Imposta di successione: aliquote e franchigie

L'imposta di successione si applica sulla quota di ciascun beneficiario, con aliquote e franchigie che dipendono dal grado di parentela:

Beneficiario Aliquota Franchigia per ciascun beneficiario
Coniuge e parenti in linea retta (figli, genitori, nipoti in linea retta) 4 % 1.000.000 €
Fratelli e sorelle 6 % 100.000 €
Altri parenti fino al 4° grado, affini in linea retta e affini in linea collaterale fino al 3° grado 6 % Nessuna
Altri soggetti 8 % Nessuna
Persona con disabilità grave Aliquota del rapporto di parentela 1.500.000 €

Esempio: un figlio che eredita 1.200.000 € paga il 4 % solo sui 200.000 € eccedenti la franchigia, cioè 8.000 €. Una sorella che eredita 130.000 € paga il 6 % su 30.000 €, cioè 1.800 €. Beni esenti, valore degli immobili e debiti deducibili sono spiegati nella guida sull'imposta di successione: aliquote e franchigie.

Cosa cambia dal 2025: l'autoliquidazione

Il D.Lgs. 139/2024 ha riformato la successione. Le novità principali, chiarite dall'Agenzia con la circolare n. 3/E del 16 aprile 2025, sono:

  • autoliquidazione: per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 è l'erede a calcolare l'imposta di successione nella dichiarazione (quadro EF), come già avveniva per ipotecaria, catastale e bollo; prima la calcolava l'ufficio e inviava un avviso di liquidazione;
  • pagamento entro 90 giorni dalla scadenza della dichiarazione, contestualmente all'invio o in un secondo momento;
  • rate: se l'importo da versare è pari o superiore a 1.000 €, si può pagare un acconto di almeno il 20 % e il resto in massimo 8 rate trimestrali (fino a 20.000 €) o 12 rate trimestrali (oltre 20.000 €);
  • controllo in 2 anni: l'ufficio verifica l'autoliquidazione e, se trova una maggiore imposta, notifica un avviso entro due anni dalla presentazione;
  • coacervo abolito: le donazioni fatte in vita non si sommano più all'eredità per calcolare la franchigia;
  • nuove regole sui debiti contratti negli ultimi sei mesi e sui trust.

Per le successioni aperte prima del 1° gennaio 2025 continua a valere il vecchio sistema: l'imposta la liquida l'ufficio e si paga entro 60 giorni dalla notifica dell'avviso. Tutti i dettagli su F24, codici tributo e rate sono nella guida sull'autoliquidazione dell'imposta di successione.

Novità in arrivo: il 1° gennaio 2027 entrerà in vigore il Testo Unico delle imposte indirette (D.Lgs. 123/2025), che riunisce in un unico testo anche le norme sulle successioni. Fino a quella data resta in vigore il D.Lgs. 346/1990.

Cosa succede dopo l'invio

Dopo la trasmissione telematica, l'Agenzia delle Entrate rilascia fino a cinque ricevute:

  1. ricevuta di trasmissione, immediata;
  2. ricevuta di registrazione, dopo i controlli formali automatici: è la prova che la dichiarazione è stata presentata; se l'esito è negativo indica i motivi dello scarto;
  3. ricevuta di addebito, se si è pagato con addebito sul conto;
  4. ricevuta di regolarità, con la copia della dichiarazione e i dati di registrazione;
  5. esito delle volture catastali, una per ogni immobile.

Le ricevute si consultano nell'area riservata del sito dell'Agenzia; il dichiarante e i beneficiari indicati nel quadro EA possono seguire lo stato della pratica anche dal proprio Cassetto fiscale.

Voltura, banca e attestazione

  • Voltura catastale: se chiesta in dichiarazione, è automatica e gli immobili passano agli eredi nelle banche dati catastali. Se non la si chiede, va presentata all'ufficio provinciale – Territorio entro 30 giorni dalla registrazione.
  • Banca e Poste: con la ricevuta di registrazione o l'attestazione di avvenuta presentazione gli eredi possono chiedere lo svincolo dei conti. Ogni banca ha la sua modulistica e di solito chiede la firma o la delega di tutti gli eredi. Il percorso completo è nella guida su come sbloccare il conto corrente del defunto.
  • Attestazione di avvenuta presentazione: è una copia certificata della dichiarazione. Conviene chiederla direttamente in dichiarazione (costa 32 € di bollo e 16 € di tributi speciali); in seguito si può ottenere presso un ufficio dell'Agenzia.

Se si è sbagliato qualcosa

La dichiarazione si può correggere con una nuova presentazione: la integrativa serve ad aggiungere immobili non dichiarati, la modificativa a correggere dati catastali o aggiungere eredi e beni, la sostitutiva a sostituire una dichiarazione precedente. Se l'Agenzia rileva irregolarità, l'avviso indica i tempi per rimediare.

La dichiarazione di successione non è l'accettazione dell'eredità

La dichiarazione di successione è un atto fiscale; l'accettazione dell'eredità è un atto civile con cui il chiamato diventa erede e risponde anche dei debiti del defunto. L'accettazione può essere espressa (con atto pubblico o scrittura privata) o tacita (quando il chiamato compie atti che presuppongono la volontà di accettare, per esempio vendere un bene ereditato). Il codice civile dà dieci anni di tempo per accettare (art. 480 c.c.).

Secondo l'orientamento prevalente della giurisprudenza, la sola presentazione della dichiarazione di successione non equivale di per sé ad accettazione tacita, perché è un obbligo fiscale. La questione però dipende dai comportamenti complessivi dell'erede (per esempio incassare le somme o usare i beni). Chi teme che l'eredità abbia più debiti che beni dovrebbe valutare con un notaio o un avvocato la rinuncia o l'accettazione con beneficio d'inventario prima di compiere qualsiasi atto sui beni.

Anche le quote tra gli eredi non dipendono dalla dichiarazione: si stabiliscono dal testamento o, in mancanza, dalle regole del codice civile, illustrate nella guida sulla successione senza testamento e le quote degli eredi.

Casi particolari da conoscere

  • Casa ereditata: chi tra gli eredi ha i requisiti «prima casa» li dichiara nella stessa dichiarazione di successione e paga le imposte fisse di 200 € invece del 2 % e dell'1 %. Voltura, IMU e vendita sono trattate nella guida sulla casa ereditata.
  • Poste: buoni fruttiferi postali e titoli di Stato sono esenti dall'imposta di successione; per i rimborsi Poste ha procedure proprie, descritte nella guida sulla successione alle Poste.
  • Conti cointestati: si presume, salvo prova contraria, che la quota del defunto sia pari alla metà; è questa quota che entra in successione. Approfondimento nella guida sul conto cointestato alla morte di un intestatario.

Nei casi particolari (aziende, beni all'estero, trust, eredi incapaci, liti tra eredi) conviene rivolgersi a un professionista abilitato.

Domande frequenti

Se ho già comunicato il decesso alla banca, devo comunque fare la dichiarazione di successione?

Sì, la comunicazione alla banca serve solo a bloccare o gestire il conto. La dichiarazione di successione è un adempimento fiscale distinto verso l'Agenzia delle Entrate e, salvo i casi di esonero, va presentata comunque.

Posso vendere la casa ereditata prima di aver presentato la dichiarazione?

In pratica no: per la vendita servono la successione presentata e la voltura catastale, oltre alla trascrizione dell'accettazione dell'eredità. Il notaio che cura la compravendita controlla questi passaggi.

Quanto tempo ci vuole perché la dichiarazione risulti registrata?

Dopo l'invio telematico l'Agenzia rilascia una prima ricevuta immediata e poi, dopo i controlli automatici, la ricevuta di registrazione. Le ricevute successive (regolarità, esito delle volture) arrivano in seguito e si consultano nell'area riservata.

Se scopro un bene dimenticato dopo l'invio cosa devo fare?

Si presenta una nuova dichiarazione che integra o modifica la precedente: l'Agenzia prevede la dichiarazione integrativa per aggiungere immobili non dichiarati e quella modificativa per correggere dati o aggiungere beni ed eredi.

Il nuovo Testo Unico cambia le regole della successione già dal 2026?

No. Il Testo Unico delle imposte indirette (D.Lgs. 123/2025) entrerà in vigore il 1° gennaio 2027: fino ad allora si applica il D.Lgs. 346/1990, come modificato dal D.Lgs. 139/2024.

Fonti

Informazioni generali aggiornate alla data indicata, non costituiscono consulenza legale o fiscale. Per i casi particolari rivolgiti a un professionista abilitato.