Successione senza testamento: chi eredita e con quali quote
In breve
- Senza testamento l'eredità va per legge, nell'ordine, a coniuge, figli, genitori e ascendenti, fratelli e sorelle, altri parenti fino al sesto grado e, in mancanza, allo Stato (artt. 565-586 c.c.).
- Con un solo figlio il coniuge riceve metà dell'eredità; con due o più figli riceve un terzo e i figli dividono i due terzi in parti uguali.
- Senza figli il coniuge riceve due terzi se ci sono genitori o fratelli del defunto, con almeno un quarto garantito agli ascendenti; se non c'è nessuno di loro, riceve tutto.
- Se un figlio è morto prima del genitore, la sua quota passa ai suoi figli per rappresentazione; lo stesso vale per i figli di un fratello o di una sorella.
- Il coniuge superstite ha inoltre il diritto di abitazione sulla casa familiare e l'uso dei mobili (art. 540 c.c.); il coniuge divorziato non è erede.
Quando una persona muore senza testamento, i suoi beni vanno ai familiari secondo le quote fissate dal codice civile (successione legittima, artt. 565-586): prima il coniuge e i figli, poi, se mancano i figli, genitori e fratelli, quindi gli altri parenti fino al sesto grado e infine lo Stato. Le quote decidono chi riceve cosa, quanta imposta paga ciascuno e come viene intestata la casa. Di seguito le tabelle per tutti i casi più comuni; per la pratica fiscale vedi la guida alla dichiarazione di successione.
Chi eredita se non c'è il testamento?
L'art. 565 del codice civile individua gli eredi legittimi: il coniuge, i discendenti, gli ascendenti, i collaterali (fratelli e sorelle e loro discendenti), gli altri parenti e lo Stato. Non sono tutti chiamati insieme: i più vicini escludono i più lontani, secondo questo ordine.
| Ordine | Chi | Note |
|---|---|---|
| 1 | Coniuge e figli | i figli nati dentro o fuori dal matrimonio e gli adottivi hanno gli stessi diritti |
| 2 | Genitori, altri ascendenti, fratelli e sorelle | ereditano solo se non ci sono figli; possono concorrere con il coniuge |
| 3 | Altri parenti fino al sesto grado | solo se mancano coniuge, figli, ascendenti e fratelli; il più vicino esclude il più lontano (art. 572) |
| 4 | Stato | in mancanza di altri successibili; risponde dei debiti solo nei limiti di quanto riceve (art. 586) |
La parte di un'unione civile ha gli stessi diritti successori del coniuge (L. 76/2016). Il convivente di fatto, invece, non è erede per legge.
Quanto spetta a coniuge e figli?
Sono i casi più frequenti, regolati dagli artt. 566 e 581 c.c.
| Chi resta | Coniuge | Figli |
|---|---|---|
| Coniuge e un figlio | 1/2 | 1/2 |
| Coniuge e due o più figli | 1/3 | 2/3 divisi in parti uguali |
| Solo figli (nessun coniuge) | — | tutto, in parti uguali |
| Solo coniuge (nessun figlio, ascendente, fratello o sorella) | tutto | — |
Esempio: un uomo lascia la moglie e tre figli e un patrimonio di 300.000 €. Alla moglie spetta 1/3 (100.000 €), a ciascun figlio 2/9 (circa 66.667 €). Se i figli fossero due, ognuno avrebbe 1/3.
Quanto spetta al coniuge se ci sono genitori o fratelli del defunto?
Se il defunto non ha figli, il coniuge concorre con i genitori (e gli altri ascendenti) e con i fratelli e le sorelle (art. 582 c.c.).
| Chi resta | Coniuge | Ascendenti e fratelli |
|---|---|---|
| Coniuge e genitori | 2/3 | 1/3 ai genitori |
| Coniuge e fratelli o sorelle | 2/3 | 1/3 ai fratelli in parti uguali |
| Coniuge, genitori e fratelli | 2/3 | 1/3 diviso tra loro, ma agli ascendenti spetta in ogni caso almeno 1/4 dell'eredità |
Esempio: eredi sono la moglie, la madre e due fratelli del defunto. La moglie riceve 2/3. Il terzo restante andrebbe diviso tra madre e fratelli, ma la madre ha diritto ad almeno 1/4: quindi riceve 1/4 e ai due fratelli resta 1/12, cioè 1/24 ciascuno.
E se non c'è nemmeno il coniuge?
Senza coniuge e senza figli si applicano gli artt. 568-572 c.c.
| Chi resta | Come si divide |
|---|---|
| Solo i genitori | in parti uguali tra i due, o tutto al genitore in vita |
| Genitori e fratelli | per capi, ma ai genitori spetta almeno la metà dell'eredità (art. 571) |
| Solo fratelli e sorelle | in parti uguali; i fratelli unilaterali (con un solo genitore in comune) ricevono metà della quota dei germani (art. 570) |
| Nonni o altri ascendenti (senza genitori) | metà alla linea paterna e metà alla linea materna (art. 569) |
| Altri parenti fino al sesto grado | il parente di grado più vicino, senza distinzione di linea (art. 572) |
Cosa succede se un figlio è morto prima del genitore?
Interviene la rappresentazione (artt. 467-469 c.c.): i discendenti di chi non può o non vuole accettare prendono il suo posto. Vale in linea retta per i discendenti dei figli e in linea collaterale per i discendenti dei fratelli e delle sorelle.
Esempio: un uomo vedovo aveva due figli, uno dei quali è morto prima di lui lasciando due bambini. L'eredità si divide in due: metà al figlio in vita e metà ai due nipoti, che ricevono 1/4 ciascuno. La rappresentazione opera anche quando un figlio rinuncia all'eredità: in quel caso subentrano i suoi figli.
La legittima cambia qualcosa se c'è un testamento?
Sì. Le tabelle precedenti valgono solo in assenza di testamento. Se c'è un testamento, il defunto può disporre liberamente dei propri beni, ma deve rispettare la quota di legittima riservata ad alcuni familiari (i legittimari: coniuge, figli e, in mancanza di figli, ascendenti). I fratelli non sono legittimari.
| Legittimari presenti | Quota riservata | Quota disponibile |
|---|---|---|
| Solo coniuge | 1/2 al coniuge | 1/2 |
| Un solo figlio | 1/2 al figlio | 1/2 |
| Due o più figli | 2/3 ai figli | 1/3 |
| Coniuge e un figlio | 1/3 al coniuge e 1/3 al figlio | 1/3 |
| Coniuge e due o più figli | 1/4 al coniuge e 1/2 ai figli | 1/4 |
| Solo ascendenti | 1/3 agli ascendenti | 2/3 |
| Coniuge e ascendenti | 1/2 al coniuge e 1/4 agli ascendenti | 1/4 |
Fonte: artt. 537-544 c.c. Il legittimario escluso o leso non perde automaticamente la sua parte, ma deve farla valere con l'azione di riduzione.
Che diritti ha il coniuge separato o divorziato?
| Situazione | Diritti successori |
|---|---|
| Coniuge separato senza addebito | gli stessi del coniuge non separato (art. 585 c.c.) |
| Coniuge separato con addebito | solo un assegno vitalizio, se al momento della morte riceveva gli alimenti (artt. 585 e 548 c.c.) |
| Ex coniuge divorziato | non è erede; in presenza di determinate condizioni può chiedere un assegno a carico dell'eredità |
Cos'è il diritto di abitazione del coniuge?
Oltre alla quota di eredità, al coniuge spettano il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare, se era di proprietà del defunto o di entrambi, e il diritto di uso dei mobili che la arredano (art. 540, comma 2, c.c.). Secondo l'orientamento della Cassazione questi diritti spettano anche nella successione senza testamento.
In pratica il coniuge può continuare a vivere nella casa per tutta la vita, anche se ne è proprietario solo per una quota, e gli altri eredi ricevono la proprietà gravata da questo diritto. Il diritto di abitazione ha effetti anche su IMU e imposte: lo spieghiamo nella guida sulla casa ereditata.
Come si riflettono le quote nella dichiarazione di successione?
Nella dichiarazione di successione, per ogni bene, si indicano gli eredi con la rispettiva quota di devoluzione. Nella successione senza testamento è quella prevista dalla legge, come mostrano gli esempi delle istruzioni ufficiali dell'Agenzia delle Entrate (coniuge 1/3, figli 2/3 divisi in parti uguali). Le quote servono a tre cose:
- calcolare la base imponibile e l'imposta di ciascun erede, con la sua franchigia: vedi aliquote e franchigie dell'imposta di successione;
- eseguire le volture catastali degli immobili;
- permettere a banche e Poste di liquidare a ciascuno la propria parte.
Nelle istruzioni il coniuge titolare del diritto di abitazione va indicato come erede, con un codice specifico se rinuncia all'eredità ma non al diritto di abitazione. La dichiarazione è un adempimento fiscale e non sostituisce gli accordi tra eredi sulla divisione dei beni. Chi deve presentarla, e cosa succede se uno degli eredi rinuncia, è spiegato nella guida su chi deve presentare la dichiarazione di successione; per i conti intestati a più persone vedi la guida sul conto cointestato.
Domande frequenti
Se muore il padre senza testamento, la madre eredita tutto?
No, se ci sono figli. Con un figlio la madre riceve metà dell'eredità, con due o più figli un terzo; il resto va ai figli in parti uguali. La madre eredita tutto solo se il defunto non lascia figli, genitori, altri ascendenti, fratelli o sorelle.
I fratelli ereditano se c'è il coniuge?
Sì, se il defunto non ha figli. In quel caso il coniuge riceve due terzi e il terzo restante va a genitori, ascendenti e fratelli; se invece ci sono figli, i fratelli non ereditano nulla.
Il convivente di fatto eredita senza testamento?
No. Il convivente non unito civilmente non è erede per legge; ha alcuni diritti specifici, per esempio sulla casa di comune residenza, ma per ricevere una parte dell'eredità serve un testamento. La parte di un'unione civile, invece, è equiparata al coniuge.
Le quote di legge valgono anche per i debiti?
Sì. Ogni erede che accetta risponde dei debiti del defunto in proporzione alla propria quota. Chi teme debiti superiori ai beni può rinunciare all'eredità o accettarla con beneficio d'inventario.
Nella dichiarazione di successione devo indicare le quote?
Sì. Per ogni bene si indica la quota di devoluzione di ciascun erede, che nella successione senza testamento è quella prevista dal codice civile; in base a queste quote vengono calcolate le imposte di ciascuno e fatte le volture catastali.
Fonti
- Codice civile, Libro II, artt. 456-586 (successioni legittime e legittimari)
- Agenzia delle Entrate, Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali: istruzioni (Fascicolo 1)
- Legge 20 maggio 2016, n. 76 (unioni civili e convivenze)
- Agenzia delle Entrate, guida «Dichiarazione e imposta di successione» (giugno 2026)
Informazioni generali aggiornate alla data indicata, non costituiscono consulenza legale o fiscale. Per i casi particolari rivolgiti a un professionista abilitato.