Conto cointestato e morte di un intestatario
In breve
- Alla morte di un intestatario il conto cointestato non si chiude automaticamente: prosegue con l'intestatario superstite (ABF, Collegio di Coordinamento, decisione n. 24360/2019).
- Con firma disgiunta il superstite può continuare a operare, ma secondo la Banca d'Italia solo per la propria quota; con firma congiunta la banca spesso blocca l'intero conto.
- Se non risulta diversamente, le somme si presumono di proprietà in parti uguali: su un conto da 10.000 € intestato a due persone, 5.000 € sono del defunto e vanno in successione.
- La quota del defunto si indica nella dichiarazione di successione; per il fisco vale la stessa presunzione di parti uguali (art. 11, D.Lgs. 346/1990).
- Gli eredi possono subentrare come nuovi cointestatari, se la banca lo consente, oppure chiudere il conto e dividere il saldo tra gli aventi diritto.
Quando muore uno degli intestatari, il conto cointestato non si chiude: prosegue con l'intestatario superstite, mentre la quota del defunto, che si presume pari alla metà su un conto a due nomi, entra nell'eredità e va indicata nella successione. Se il conto è a firma disgiunta il superstite di solito può continuare a usarlo; se è a firma congiunta la banca spesso lo blocca. Per gli adempimenti verso il fisco si veda la guida alla dichiarazione di successione.
Il conto cointestato si blocca quando muore un intestatario?
Dipende soprattutto dal tipo di firma previsto dal contratto. La regola di partenza è che il conto non si estingue: il Collegio di Coordinamento dell'Arbitro Bancario Finanziario, nella decisione n. 24360 del 6 novembre 2019, ha osservato che in caso di conto cointestato la morte di un solo intestatario non comporta di per sé lo scioglimento del rapporto, che prosegue con il correntista superstite.
In pratica la Banca d'Italia, nella sua guida di educazione finanziaria, distingue due situazioni:
| Tipo di firma | Cosa succede dopo il decesso |
|---|---|
| Firma disgiunta: ogni intestatario opera da solo | Il superstite può continuare a usare il conto, ma solo per la propria quota |
| Firma congiunta: servono le firme di tutti | La banca spesso blocca l'intero conto, perché non può più ottenere la firma di tutti gli intestatari |
Il contratto può anche prevedere firme diverse per tipo di operazione: conviene rileggerlo o chiederne copia alla banca.
Resta inoltre la regola fiscale dell'art. 48 del D.Lgs. 346/1990: la banca non può consegnare agli eredi le somme che appartenevano al defunto senza la prova della dichiarazione di successione o la dichiarazione di esonero. Per questo, ricevuta la notizia del decesso, alcune banche limitano le operazioni anche sui conti a firma disgiunta finché la posizione non è chiarita.
Con firma disgiunta il superstite può prelevare tutto?
Sul piano dei rapporti con la banca, con firma disgiunta gli intestatari sono creditori in solido del saldo: lo prevede l'art. 1854 del codice civile, secondo cui, se il conto è intestato a più persone con facoltà di operare separatamente, gli intestatari sono considerati creditori o debitori in solido dei saldi. Per questo la banca può eseguire un prelievo anche dell'intero importo.
La Banca d'Italia avverte però che il fatto che la banca lo consenta non esclude che l'operazione possa costituire un illecito tra le parti. Nei rapporti interni vale l'art. 1298 del codice civile: l'obbligazione in solido si divide tra i creditori e le parti di ciascuno si presumono uguali, se non risulta diversamente.
Esempio: un conto con 40.000 € è intestato a madre e figlio con firma disgiunta. Alla morte della madre, gli eredi sono il figlio e una figlia. Il figlio, come cointestatario, potrebbe materialmente prelevare 40.000 €. Ma 20.000 € erano della madre e appartengono all'eredità, da dividere tra i due figli: se il figlio li trattiene tutti, la sorella può chiedergli la sua parte.
La quota del defunto è sempre il 50 %?
La quota presunta dipende dal numero di intestatari: metà con due intestatari, un terzo con tre, e così via. È una presunzione, che cede davanti a prove contrarie o ad accordi diversi formalizzati, come ricorda la Banca d'Italia.
La stessa presunzione vale per il fisco: l'art. 11, comma 2, del D.Lgs. 346/1990 stabilisce che per i crediti del defunto e di altre persone, compresi quelli derivanti da depositi bancari e conti correnti bancari e postali cointestati, «le quote di ciascuno si considerano uguali se non risultano diversamente determinate».
Se il conto era di fatto di uno solo
Capita spesso che un genitore anziano aggiunga un figlio come cointestatario solo per comodità, versando sul conto esclusivamente la propria pensione. In questi casi chi sostiene che il denaro apparteneva in realtà a uno solo degli intestatari può provarlo, ad esempio con la provenienza dei versamenti. La prova va valutata caso per caso e, se gli eredi non sono d'accordo, la questione può finire davanti al giudice. Prima di indicare nella successione una quota diversa dalla metà, è prudente avere documenti chiari a sostegno.
La quota del defunto va nella dichiarazione di successione?
Sì. La quota del defunto è un bene dell'eredità come gli altri. Nella dichiarazione di successione si indica il conto con la descrizione «intestato/cointestato» e la quota posseduta dal defunto, espressa in frazione (ad esempio 1/2), insieme al saldo alla data del decesso risultante dall'attestazione della banca.
La quota conta anche per verificare la soglia dell'esonero: se gli eredi sono coniuge e parenti in linea retta, si somma la quota del conto cointestato agli altri beni e, se il totale non supera 100.000 € e non ci sono immobili, la dichiarazione può non essere obbligatoria. I casi sono spiegati nella guida su quando non serve la dichiarazione di successione.
Chi eredita la quota del defunto?
La quota del defunto non va automaticamente al cointestatario superstite. Passa agli eredi secondo il testamento o, in mancanza, secondo le quote di legge. Se il cointestatario superstite è anche erede, riceve la sua parte della quota del defunto, non tutta.
Esempio: conto da 30.000 € cointestato tra due coniugi. Il marito muore senza testamento lasciando la moglie e due figli. La quota del marito è 15.000 €. Per legge, con coniuge e più figli, al coniuge spetta un terzo dell'eredità e ai figli due terzi da dividere: dei 15.000 €, 5.000 € vanno alla moglie e 5.000 € a ciascun figlio. La moglie resta titolare dei suoi 15.000 €, più i 5.000 € ereditati. Le quote nei diversi casi sono nella guida sulla successione senza testamento.
Gli eredi possono opporsi ai prelievi del superstite?
Gli eredi che temono che il cointestatario superstite svuoti il conto possono informare per iscritto la banca del decesso e della propria qualità di eredi, chiedendo che la quota del defunto non venga liquidata senza di loro. La risposta della banca dipende dal contratto e dalla sua prassi: la legge non prevede una procedura uniforme di «opposizione», e con firma disgiunta la banca può ritenersi tenuta a eseguire le disposizioni del cointestatario.
Se il superstite ha già prelevato più della propria quota, la tutela degli eredi è verso di lui, non verso la banca: possono chiedergli la restituzione della parte che spetta all'eredità, se serve anche in giudizio.
Se invece è la banca a non rispondere o a comportarsi in modo scorretto, gli strumenti sono il reclamo scritto (risposta di norma entro 60 giorni) e il ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario, con un contributo di 20 €, entro 12 mesi dal reclamo. Il percorso è descritto nella guida su come sbloccare il conto corrente del defunto.
Come si chiude o si trasforma il conto cointestato?
Secondo la Banca d'Italia, gli eredi hanno due possibilità:
- subentrare nel conto come nuovi cointestatari, se la banca lo consente;
- chiudere il conto e dividere le somme tra gli aventi diritto.
Nella pratica la sequenza più comune è:
| Passo | Chi lo fa | Cosa serve |
|---|---|---|
| Comunicare il decesso | Superstite o eredi | Certificato di morte |
| Chiedere l'attestazione del saldo alla data del decesso | Eredi | Richiesta alla filiale |
| Presentare la successione o firmare l'esonero | Eredi | Dichiarazione telematica o modulo di esonero |
| Liquidare la quota del defunto agli eredi | Banca | Ricevuta della successione, dichiarazione sostitutiva, firme degli eredi |
| Chiudere il conto o intestarlo solo al superstite | Superstite, con la banca | Richiesta scritta |
Molti superstiti scelgono di aprire un nuovo conto a proprio nome per la pensione e le utenze, così da separare subito il proprio denaro da quello che appartiene all'eredità.
E i buoni o i libretti postali cointestati?
Per i prodotti postali valgono regole specifiche. Per i buoni fruttiferi cointestati con clausola «pari facoltà di rimborso», la Cassazione ha riconosciuto al superstite il diritto al rimborso dell'intero; per gli altri casi Poste chiede la quietanza di tutti gli aventi diritto. I dettagli sono nella guida sulla successione alle Poste.
Domande frequenti
Il coniuge superstite può continuare a pagare le bollette dal conto cointestato?
Con firma disgiunta, di norma sì: il conto prosegue con il superstite. Le somme usate devono però rientrare nella sua quota, perché la parte del defunto appartiene all'eredità.
Se il superstite è anche l'unico erede, serve comunque la successione?
La quota del defunto fa parte dell'eredità anche se l'erede è lo stesso cointestatario. La dichiarazione di successione serve salvo che ricorrano le condizioni di esonero: eredi coniuge e parenti in linea retta, attivo fino a 100.000 €, nessun immobile.
Il delegato sul conto può ancora operare dopo il decesso?
No. La delega si estingue automaticamente con la morte del titolare che l'ha conferita; il delegato non può più operare per conto di quella persona.
La quota del defunto è sempre il 50 %?
Il 50 % vale per un conto con due intestatari quando non risulta diversamente; con tre intestatari la quota presunta è un terzo. Chi sostiene una ripartizione diversa deve provarla.
La banca può addebitare le rate del mutuo sul conto cointestato dopo il decesso?
Il conto prosegue e gli addebiti già disposti possono continuare. L'ABF chiede alla banca di informare gli eredi su saldi, debiti e polizze e di interpellarli sui pagamenti non più utili.
Fonti
- Banca d'Italia, Economia per tutti – Cosa succede se uno dei titolari di un conto cointestato muore
- ABF, Collegio di Coordinamento, decisione n. 24360 del 6 novembre 2019
- Codice civile (R.D. 16 marzo 1942, n. 262), artt. 1298 e 1854 – Normattiva
- D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, art. 11 – Normattiva
- D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, art. 48 – Normattiva
- Arbitro Bancario Finanziario – ABF in parole semplici
Informazioni generali aggiornate alla data indicata, non costituiscono consulenza legale o fiscale. Per i casi particolari rivolgiti a un professionista abilitato.