Successione alle Poste: libretti e buoni fruttiferi
In breve
- Dopo la comunicazione del decesso, in un ufficio postale o online, Poste Italiane blocca tutti i rapporti del defunto: conto BancoPosta, libretti, buoni, fondi.
- La dichiarazione di credito attesta i saldi alla data del decesso e serve per la dichiarazione di successione; si chiede anche online su poste.it e non viene rilasciata se c'erano solo buoni fruttiferi e titoli di Stato.
- Buoni fruttiferi postali e titoli di Stato sono esenti dall'imposta di successione e non concorrono all'attivo ereditario (art. 12, D.Lgs. 346/1990); indicarli in dichiarazione è facoltativo.
- Per il rimborso servono la dichiarazione di successione o la dichiarazione di esonero; la domanda può firmarla un solo erede, ma al pagamento serve la quietanza di tutti gli eredi.
- Con l'esonero, se il rimborso supera 150.000 € è obbligatorio l'atto notorio del notaio; i buoni cartacei si prescrivono 10 anni dopo la scadenza.
Alle Poste la successione segue due passaggi: prima si chiede la dichiarazione di credito, che attesta i saldi di conto BancoPosta e libretti alla data del decesso; poi, presentata la dichiarazione di successione o firmato l'esonero, si chiede il rimborso, che viene pagato con la quietanza di tutti gli eredi. Buoni fruttiferi postali e titoli di Stato sono esenti dall'imposta di successione. Il quadro generale della pratica è nella guida alla dichiarazione di successione.
Come si comunica il decesso a Poste Italiane?
Il decesso si comunica in qualsiasi ufficio postale, non necessariamente quello dove il defunto aveva i rapporti. Dopo la comunicazione, Poste blocca l'operatività su tutti i rapporti riconducibili al defunto: conto BancoPosta, libretti di risparmio, buoni fruttiferi, fondi, carte.
Anche la richiesta online della dichiarazione di credito vale come notizia del decesso: Poste verifica i documenti caricati e, se il certificato o l'estratto di morte è leggibile, blocca i rapporti.
Il blocco deriva dall'art. 48 del D.Lgs. 346/1990, che vieta a chi detiene beni del defunto di consegnarli agli eredi senza la prova della dichiarazione di successione o una dichiarazione scritta di esonero. È la stessa regola che vale per le banche, spiegata nella guida su come sbloccare il conto corrente del defunto.
Cos'è la dichiarazione di credito e come si chiede online?
La dichiarazione di credito è il documento con cui Poste Italiane (o BancoPosta Fondi SGR per i fondi) attesta i saldi dei rapporti del defunto alla data del decesso. Serve per compilare la dichiarazione di successione da presentare all'Agenzia delle Entrate.
Possono chiederla gli eredi e gli altri soggetti legittimati: curatore, legatario, esecutore testamentario, amministratore di sostegno o tutore dell'erede, rappresentante legale di un erede non persona fisica.
Per chiederla online:
- si accede a poste.it con le proprie credenziali, o ci si registra;
- si compila la richiesta con i dati del defunto: nome, cognome, data e luogo di nascita e di decesso, ultima residenza, codice fiscale;
- si caricano i documenti a colori (scansione o foto): documento d'identità e codice fiscale del richiedente, certificato o estratto di morte, dichiarazione sostitutiva di atto notorio autenticata in Comune oppure atto notorio del notaio.
La dichiarazione di credito non viene rilasciata se il defunto possedeva solo buoni fruttiferi postali e titoli di Stato: essendo esenti, non servono per calcolare l'imposta.
I buoni fruttiferi postali vanno dichiarati nella successione?
I buoni fruttiferi postali sono emessi da Cassa Depositi e Prestiti e garantiti dallo Stato. L'art. 12 del D.Lgs. 346/1990 esclude dall'attivo ereditario i titoli del debito pubblico e gli altri titoli di Stato, garantiti dallo Stato o equiparati: per questo i buoni non pagano imposta di successione.
Le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate precisano che indicare i titoli esenti nella dichiarazione è facoltativo e «ha valenza esclusiva nei rapporti con gli operatori finanziari». In pratica:
- se il defunto aveva solo buoni e titoli di Stato e gli eredi sono coniuge e parenti in linea retta senza immobili, si procede di norma con la dichiarazione di esonero;
- se la dichiarazione di successione va presentata per altri beni, indicare anche i buoni può semplificare il rimborso, perché Poste trova i rapporti già elencati.
Secondo la lettura prevalente, il fatto che i buoni non concorrano all'attivo conta anche per la soglia di 100.000 € dell'esonero, come spiegato nella guida su quando non serve la dichiarazione di successione.
Quali documenti servono per il rimborso?
L'elenco ufficiale degli uffici postali chiede i documenti in originale, salvo diversa indicazione:
| Documento | Quando serve |
|---|---|
| Certificato di morte (se c'è la dichiarazione di successione) oppure estratto dell'atto di morte (obbligatorio in caso di esonero) | Sempre |
| Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, rilasciata da non più di 1 anno | Rimborsi fino a 150.000 €, o di qualsiasi importo se c'è la dichiarazione di successione |
| Atto notorio del notaio o del tribunale | Obbligatorio con esonero e rimborso oltre 150.000 € |
| Documento d'identità e codice fiscale di tutti gli aventi diritto e di chi li rappresenta | Sempre |
| Dichiarazione di successione: copia semplice se ha il glifo (QR code di verifica), altrimenti copia conforme con attestazione di presentazione | Se la successione è obbligatoria |
| Dichiarazione di esonero, da firmare in ufficio postale | Se la successione non è obbligatoria |
| Copia conforme del verbale di pubblicazione del testamento o dell'atto pubblico | Se c'è un testamento |
| Decreto del tribunale che autorizza la riscossione e indica il reimpiego | Eredi minori, interdetti o, se previsto, in amministrazione di sostegno |
| Atto di rinuncia con gli estremi dell'annotazione nel registro delle successioni | Se un erede ha rinunciato |
| Denuncia di furto | Buoni cartacei o libretti rubati |
Poste può chiedere documenti integrativi, come lo stato di famiglia. La checklist completa per banche e Agenzia delle Entrate è nella guida sui documenti per la successione.
Servono tutti gli eredi per riscuotere?
Sì, al momento del pagamento. Secondo Poste Italiane la domanda di rimborso può essere firmata da un solo erede o soggetto legittimato, ma in fase di liquidazione è necessaria la quietanza congiunta di tutti gli eredi e degli altri aventi diritto.
Se un erede non può essere presente, può delegare:
- per somme complessivamente fino a 3.000 €, con una delega a riscuotere con firme di delegante e delegato autenticate da un pubblico ufficiale;
- oltre questa soglia, con una procura in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata dal notaio, che conferisca il potere di riscuotere e rilasciare quietanza.
Cosa succede ai buoni cointestati con la clausola «pari facoltà di rimborso»?
Molti buoni sono intestati a due o più persone con la clausola «pari facoltà di rimborso» (PFR), che in vita permette a ciascun intestatario di incassarli da solo. Alla morte di uno degli intestatari, la disciplina dei buoni prevede in generale la quietanza di tutti gli aventi diritto, compresi gli eredi del defunto.
La Corte di Cassazione (prima sezione civile, n. 24639/2021) ha però affermato il principio secondo cui, per i buoni cointestati con clausola PFR, «in caso di morte di uno dei cointestatari, ciascun cointestatario superstite è legittimato ad ottenere il rimborso dell'intera somma». Il rimborso dell'intero non cambia i rapporti interni: la quota del defunto resta parte dell'eredità e il superstite deve renderne conto agli eredi.
Se l'ufficio postale chiede comunque le firme di tutti, il cointestatario superstite può presentare un reclamo scritto a Poste e, in caso di risposta negativa, valutare il ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario. Le regole sui conti cointestati sono nella guida sul conto cointestato alla morte di un intestatario.
Quando serve il notaio per la successione alle Poste?
Il notaio non serve per la dichiarazione di successione in sé. Alle Poste diventa necessario in tre situazioni:
- esonero dalla successione e rimborso superiore a 150.000 €: serve l'atto notorio redatto dal notaio (o dal tribunale) al posto della dichiarazione sostitutiva;
- testamento: servono la copia conforme del verbale di pubblicazione (testamento olografo o segreto) o dell'atto pubblico, che rilascia il notaio;
- procura a terzi per riscuotere oltre 3.000 €.
I buoni fruttiferi del defunto si prescrivono?
Sì, quelli cartacei. Secondo Poste Italiane, i buoni diventano infruttiferi dal giorno successivo alla scadenza e, per i buoni cartacei, il diritto al rimborso e agli interessi si prescrive dopo 10 anni dalla scadenza. I buoni cartacei emessi fino al 13 aprile 2001 si prescrivono a favore del Ministero dell'Economia; quelli emessi dal 14 aprile 2001 vengono versati a un apposito fondo presso lo stesso Ministero.
I buoni dematerializzati non si prescrivono: alla scadenza vengono rimborsati automaticamente sul conto o libretto di regolamento.
Per gli eredi il consiglio pratico è controllare subito le date di scadenza dei buoni cartacei trovati in casa: un buono scaduto da molti anni potrebbe essere vicino alla prescrizione.
Cos'è il Buono Soluzione Eredità?
Il Buono Soluzione Eredità è un buono fruttifero postale emesso da Cassa Depositi e Prestiti e riservato a chi ha ricevuto somme da una successione conclusa presso Poste Italiane. Le caratteristiche indicate da Poste sono:
| Caratteristica | Valore |
|---|---|
| Chi può sottoscriverlo | I beneficiari di una pratica di successione conclusa in Poste Italiane |
| Durata | 4 anni |
| Importo minimo | 50 € e multipli |
| Rimborso anticipato | Possibile in ogni momento; prima dei 4 anni si ottiene il solo valore nominale |
| Fiscalità | Interessi tassati al 12,50 %, esente da imposta di successione |
| Costi | Nessun costo di sottoscrizione o rimborso, salvo oneri fiscali |
Il tasso è fissato da Cassa Depositi e Prestiti e può cambiare nel tempo: va verificato al momento della sottoscrizione. Non è un obbligo: gli eredi possono semplicemente farsi accreditare il rimborso sul proprio conto.
Domande frequenti
Posso incassare un buono fruttifero cointestato con il defunto?
Se il buono riporta la clausola «pari facoltà di rimborso», la Cassazione (sez. I, n. 24639/2021) ha stabilito che ciascun cointestatario superstite può ottenere il rimborso dell'intera somma. Senza quella clausola, serve la quietanza di tutti gli aventi diritto, compresi gli eredi del defunto.
Quanto tempo ci vuole per avere il rimborso dalle Poste?
Poste Italiane non indica un termine fisso sulla propria pagina dedicata alle successioni. I tempi dipendono soprattutto dalla completezza dei documenti e dalla disponibilità di tutti gli eredi a firmare la quietanza.
Un erede può delegare un altro a ritirare i soldi?
Sì. Fino a 3.000 € complessivi basta una delega con firme autenticate da un pubblico ufficiale; oltre serve una procura notarile (atto pubblico o scrittura privata autenticata) che conferisca il potere di riscuotere e quietanzare.
I buoni fruttiferi del defunto pagano tasse?
Non pagano imposta di successione. Gli interessi maturati restano soggetti alla normale tassazione agevolata del 12,50 % prevista per i buoni fruttiferi postali.
Cosa succede ai buoni dematerializzati scaduti?
I buoni dematerializzati non si prescrivono: alla scadenza vengono rimborsati automaticamente sul conto di regolamento collegato. Gli eredi li recuperano poi con la pratica di successione su quel conto o libretto.
Fonti
- Poste Italiane – Successioni
- Poste Italiane – Successioni: elenco documenti da consegnare in Ufficio Postale (ed. luglio 2022)
- Poste Italiane – Buono Soluzione Eredità
- D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346, art. 12 – Normattiva
- Agenzia delle Entrate – Istruzioni Fascicolo 1
- Agenzia delle Entrate – Chi deve presentare la dichiarazione di successione
Informazioni generali aggiornate alla data indicata, non costituiscono consulenza legale o fiscale. Per i casi particolari rivolgiti a un professionista abilitato.