Conto corrente bloccato dopo il decesso: come sbloccarlo
In breve
- La banca blocca il conto quando riceve notizia certa del decesso e, per l'art. 48 del D.Lgs. 346/1990, non può pagare le somme agli eredi senza la prova della dichiarazione di successione o una dichiarazione scritta di esonero.
- Se gli eredi sono solo coniuge e figli (o genitori), l'attivo non supera 100.000 € e non ci sono immobili, basta firmare in banca la dichiarazione di esonero: la banca la trasmette all'Agenzia delle Entrate entro 15 giorni.
- Negli altri casi serve la ricevuta o la copia della dichiarazione di successione presentata, insieme a certificato di morte, documenti degli eredi e dichiarazione sostitutiva di atto notorio.
- Il conto non si chiude automaticamente con la morte del titolare (ABF, Collegio di Coordinamento, decisione n. 24360/2019): gli eredi subentrano e decidono se chiuderlo.
- Se la banca non risponde, si presenta un reclamo scritto (risposta di norma entro 60 giorni) e poi, se serve, un ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario con un contributo di 20 €.
Dopo un decesso la banca blocca il conto del defunto e, per legge, non può consegnare il saldo agli eredi finché non riceve la prova che la dichiarazione di successione è stata presentata, oppure una dichiarazione scritta che non era obbligatoria. Per sbloccarlo servono quindi due cose: i documenti che dimostrano chi sono gli eredi e la ricevuta della successione (o l'esonero). Il percorso completo della pratica è spiegato nella guida alla dichiarazione di successione.
Perché la banca blocca il conto dopo il decesso?
Il blocco non è una scelta discrezionale della banca. L'art. 48, comma 4, del D.Lgs. 346/1990 vieta a banche, intermediari finanziari ed emittenti di titoli di compiere operazioni sui beni trasferiti per causa di morte se non è stata fornita la prova della presentazione della dichiarazione di successione, e se l'interessato non ha dichiarato per iscritto che non c'era l'obbligo di presentarla. Il comma 3 dello stesso articolo pone lo stesso divieto a chiunque fosse debitore del defunto o detenesse i suoi beni: non può pagare né consegnare nulla agli eredi senza quella prova.
Lo scopo della norma è fiscale: evitare che il patrimonio passi agli eredi senza che l'Agenzia delle Entrate ne sia informata. Per questo il blocco riguarda anche somme piccole e anche eredi che non dovranno pagare alcuna imposta.
In pratica, dal momento in cui la banca ha notizia certa del decesso:
- carte, deleghe e home banking del defunto smettono di funzionare;
- i bonifici in uscita vengono sospesi, salvo i pagamenti che la banca valuta caso per caso nell'interesse dell'eredità;
- il saldo resta fermo sul conto fino alla presentazione dei documenti.
Il nuovo Testo unico sulle imposte di successione (D.Lgs. 123/2025) entrerà in vigore il 1° gennaio 2027 e riprenderà questa regola in un diverso articolo. Fino ad allora la norma di riferimento resta l'art. 48 del D.Lgs. 346/1990, nella versione modificata dal D.Lgs. 139/2024.
Chi deve comunicare il decesso alla banca?
Sono gli eredi a dover informare la banca. Il Comune che registra la morte non avvisa gli istituti di credito, e la stessa ABF ricorda che è «onere degli eredi dare tempestiva notizia alla banca della morte del correntista» (decisione n. 24360/2019). La comunicazione si fa in filiale o per raccomandata, allegando il certificato di morte; una semplice telefonata o un fax non bastano a dare alla banca una conoscenza certa.
Comunicare presto conviene: la banca deve poi inviare agli eredi la dichiarazione di consistenza (o lettera di consistenza), cioè l'elenco dei rapporti intestati al defunto con i saldi alla data del decesso. È il documento che serve per compilare la dichiarazione di successione.
Quali documenti chiede la banca per sbloccare il conto?
L'elenco può variare da banca a banca, ma il nucleo è quasi sempre questo:
| Documento | A cosa serve | Dove si ottiene |
|---|---|---|
| Certificato o estratto di morte | Provare il decesso | Comune |
| Dichiarazione sostitutiva di atto notorio (o atto notorio) | Indicare chi sono gli eredi e le loro quote | Comune, notaio o cancelleria del tribunale |
| Documento d'identità e codice fiscale di ogni erede | Identificazione | — |
| Ricevuta o copia della dichiarazione di successione presentata | Prova richiesta dall'art. 48 | Agenzia delle Entrate (area riservata o intermediario) |
| In alternativa: dichiarazione di esonero firmata in banca | Sostituisce la successione nei casi previsti dalla legge | Modulo della banca |
| Copia del testamento e verbale di pubblicazione (se c'è) | Provare la successione testamentaria | Notaio |
| Autorizzazione del giudice tutelare (se un erede è minore o incapace) | Riscuotere le somme per conto dell'erede | Tribunale |
L'elenco completo, distinto per situazione, è nella checklist dei documenti per la successione.
Si può sbloccare il conto senza dichiarazione di successione?
Sì, ma solo se ricorrono contemporaneamente tre condizioni previste dall'art. 28, comma 7, del D.Lgs. 346/1990:
- l'eredità va al coniuge e ai parenti in linea retta (figli, nipoti, genitori, nonni) del defunto;
- l'attivo ereditario non supera 100.000 €;
- l'eredità non comprende immobili o diritti reali su immobili.
In questo caso gli eredi firmano in banca una dichiarazione di esonero e la banca deve trasmetterla all'ufficio competente dell'Agenzia delle Entrate entro 15 giorni (art. 48, comma 5). Se anche una sola condizione manca, ad esempio perché tra gli eredi c'è un fratello o perché il defunto possedeva una quota di casa, serve la dichiarazione di successione. I dettagli, inclusi i casi dubbi, sono nella guida su quando non serve la dichiarazione di successione.
L'eccezione per l'erede unico fino a 26 anni
Il D.Lgs. 139/2024 ha introdotto il comma 4-bis dell'art. 48: anche prima della dichiarazione di successione, la banca deve consentire lo svincolo delle somme necessarie a pagare le imposte ipotecaria, catastale e di bollo, quando nell'eredità ci sono immobili e a chiederlo è l'unico erede di età non superiore a 26 anni. È una deroga limitata: libera solo l'importo delle imposte, non l'intero saldo.
La banca può pagare le spese del funerale?
La legge non prevede una deroga generale per le spese funebri: le eccezioni espresse dell'art. 48 sono solo l'esonero e il caso dell'erede unico fino a 26 anni. Nella prassi, però, molte banche accettano di pagare direttamente all'impresa di onoranze funebri la fattura del funerale, prelevando dal conto del defunto. È una decisione della singola banca: conviene chiederlo per iscritto in filiale, presentando la fattura.
Chi anticipa le spese di tasca propria deve conservare fatture e quietanze: le spese funerarie sono deducibili dall'attivo ereditario fino a 1.032,91 € (art. 24 del D.Lgs. 346/1990, come riportato nelle istruzioni dell'Agenzia delle Entrate).
Quanto tempo ci vuole per sbloccare il conto?
Non esiste un termine di legge entro cui la banca deve liquidare gli eredi. I tempi dipendono da tre fasi:
| Fase | Tempi indicativi | Da cosa dipende |
|---|---|---|
| Comunicazione del decesso e dichiarazione di consistenza | Alcune settimane | Organizzazione della banca |
| Preparazione e invio della dichiarazione di successione | Variabile; la scadenza è 12 mesi dal decesso | Completezza dei documenti, accordo tra eredi |
| Liquidazione dopo la consegna di tutti i documenti | Da qualche settimana a qualche mese | Verifiche interne della banca, firme di tutti gli eredi |
Il caso più frequente di ritardo non è la banca ma un documento mancante: una dichiarazione sostitutiva incompleta, un erede che non ha firmato, un testamento non pubblicato. Presentare la dichiarazione di successione in anticipo rispetto alla scadenza di 12 mesi accorcia l'intero percorso. Se si supera il termine, si applicano le sanzioni descritte nella guida sulla successione in ritardo.
Un solo erede può chiedere la sua quota?
Le banche chiedono di solito la firma di tutti gli eredi sulla quietanza, perché vogliono essere certe di pagare in modo liberatorio. Quando un coerede non collabora, l'Arbitro Bancario Finanziario ha fissato un principio importante. Il Collegio di Coordinamento, con la decisione n. 27252 del 20 dicembre 2018, ha stabilito che il singolo coerede può far valere davanti all'ABF il credito del defunto «sia limitatamente alla propria quota, sia per l'intero», senza che la banca possa pretendere la presenza degli altri eredi; il pagamento fatto al coerede che ha agito libera la banca anche verso gli altri.
Resta fermo il divieto dell'art. 48: anche il singolo erede deve prima fornire la prova della dichiarazione di successione o dell'esonero.
Il conto si chiude da solo con la morte del titolare?
No. Con la decisione n. 24360 del 6 novembre 2019, il Collegio di Coordinamento dell'ABF ha affermato che «il contratto di conto corrente bancario non si estingue automaticamente per effetto della morte del correntista, ma in conseguenza di una espressa manifestazione di volontà da parte degli eredi». La stessa decisione precisa che, una volta saputo del decesso, la banca deve comportarsi secondo correttezza e buona fede: informare al più presto gli eredi su saldo, debiti e polizze collegate, e chiedere loro se vogliono sospendere pagamenti non più utili o recedere dal contratto.
Conseguenze pratiche:
- le rate di un mutuo o di un prestito addebitate sul conto possono continuare a essere pagate, se la banca lo ritiene nell'interesse dell'eredità;
- gli eredi hanno diritto di ricevere copia della documentazione sulle operazioni degli ultimi dieci anni (art. 119, comma 4, del Testo unico bancario);
- per chiudere il conto serve una richiesta espressa degli eredi.
Se il conto era intestato a più persone, le regole cambiano: sono spiegate nella guida sul conto cointestato alla morte di un intestatario.
Cosa fare se la banca non sblocca il conto o non risponde?
Il percorso è graduale e non richiede un avvocato.
1. Reclamo scritto alla banca
Si invia un reclamo all'ufficio reclami della banca (l'indirizzo è nella sezione «Reclami» del sito o nei fogli informativi), per PEC, raccomandata o tramite il modulo online. Nel reclamo conviene indicare: dati del defunto e degli eredi, data della comunicazione del decesso, elenco dei documenti già consegnati con le date, richiesta precisa (liquidazione del saldo, chiusura del conto, invio della dichiarazione di consistenza).
La banca ha di norma 60 giorni per rispondere; per i servizi di pagamento il termine è di 15 giorni lavorativi.
2. Ricorso all'Arbitro Bancario Finanziario
Se la risposta non arriva entro il termine o non è soddisfacente, si può ricorrere all'ABF, l'organismo di risoluzione delle controversie collegato alla Banca d'Italia:
- il ricorso si presenta online sul Portale ABF, anche senza avvocato;
- va presentato entro 12 mesi dal reclamo alla banca;
- costa 20 € di contributo spese, rimborsati dalla banca se il ricorso è accolto anche solo in parte;
- per le richieste di somme di denaro il limite è 200.000 €;
- la decisione arriva di norma entro 90 giorni da quando il fascicolo è completo;
- se il ricorso è accolto, la banca deve adempiere entro 30 giorni.
Le decisioni dell'ABF non sono vincolanti come una sentenza, ma la loro adesione da parte delle banche è molto alta e l'eventuale inadempimento viene pubblicato sul sito dell'Arbitro. Resta sempre possibile rivolgersi al giudice.
3. Prima di reclamare, verificare i documenti
Molti blocchi si risolvono controllando che la banca abbia davvero tutto: la ricevuta della dichiarazione di successione, la dichiarazione sostitutiva con tutti gli eredi indicati, le firme di ciascun erede. Chiedere alla filiale un elenco scritto dei documenti mancanti è il modo più rapido per capire dove si è fermata la pratica.
E i conti alle Poste?
Poste Italiane applica la stessa regola dell'art. 48, con alcune particolarità: la dichiarazione di credito si chiede anche online, i buoni fruttiferi e i titoli di Stato sono esenti, per la liquidazione serve la quietanza di tutti gli eredi e, in caso di esonero, oltre 150.000 € di rimborso è obbligatorio l'atto notorio del notaio. Tutto è spiegato nella guida sulla successione alle Poste.
Domande frequenti
Posso usare il bancomat del defunto per pagare le prime spese?
No. Dopo il decesso nessuno può più operare sul conto con carte, deleghe o home banking del defunto: la delega si estingue con la morte del titolare. Prelevare comunque espone a contestazioni da parte degli altri eredi e può essere considerato un comportamento da erede che ha accettato.
La pensione accreditata dopo la morte resta agli eredi?
Non necessariamente. Le somme accreditate dopo il decesso che non spettavano al defunto possono essere richieste indietro dall'ente che le ha pagate, e la banca di solito le tiene ferme finché la situazione non è chiarita.
Servono le firme di tutti gli eredi per avere i soldi?
Di solito la banca chiede che tutti gli eredi firmino la quietanza di liquidazione o diano disposizioni comuni. Un singolo coerede può però far valere davanti all'ABF il credito del defunto, anche solo per la propria quota (decisione n. 27252/2018).
La banca può far pagare spese di tenuta conto agli eredi?
Il conto prosegue fino alla chiusura chiesta dagli eredi, quindi le spese ordinarie possono maturare. Per questo conviene comunicare presto il decesso e, una volta definiti gli eredi, chiedere la chiusura o il trasferimento del saldo.
C'è un termine entro cui la banca deve pagare gli eredi?
La legge non fissa un termine specifico per la liquidazione. Se però la banca resta inerte dopo aver ricevuto tutti i documenti, si può presentare un reclamo e, in mancanza di risposta entro 60 giorni, ricorrere all'ABF.
Fonti
- D.Lgs. 31 ottobre 1990, n. 346 (Testo unico imposta sulle successioni), art. 48 – Normattiva
- Agenzia delle Entrate – Chi deve presentare la dichiarazione di successione
- ABF, Collegio di Coordinamento, decisione n. 24360 del 6 novembre 2019
- ABF, Collegio di Coordinamento, decisione n. 27252 del 20 dicembre 2018
- Arbitro Bancario Finanziario – ABF in parole semplici
- Banca d'Italia, Economia per tutti – Cosa succede se uno dei titolari di un conto cointestato muore
- Agenzia delle Entrate – Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali, Fascicolo 1 (istruzioni)
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