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Casa ereditata: voltura, agevolazioni prima casa, IMU e vendita

Redazione Successione Pronta. Aggiornato il .

In breve

  • La voltura catastale della casa ereditata si chiede con la stessa dichiarazione di successione, che è anche «domanda di volture catastali»: non serve una pratica separata.
  • Se almeno uno degli eredi ha i requisiti prima casa, le imposte ipotecaria e catastale sono di 200 € ciascuna invece del 2 % e dell'1 % del valore, e il beneficio vale per tutti gli eredi.
  • I requisiti prima casa si valutano alla data del decesso; secondo la risoluzione 66/E del 2024 l'agevolazione si può chiedere anche con una dichiarazione tardiva, entro i limiti indicati dall'Agenzia.
  • Chi vende una casa ricevuta per successione non paga imposte sulla plusvalenza, anche se la vende subito: l'art. 67 del TUIR esclude gli immobili acquisiti per successione.
  • Dal giorno del decesso l'IMU è dovuta dagli eredi per le proprie quote, oppure dal coniuge che ha il diritto di abitazione sulla casa familiare.

Quando nell'eredità c'è una casa, la dichiarazione di successione serve anche a intestarla agli eredi: con lo stesso invio si chiede la voltura catastale e si pagano le imposte ipotecaria e catastale, che scendono a 200 € ciascuna se almeno un erede ha i requisiti prima casa. Chi poi vende la casa ereditata non paga imposte sulla plusvalenza. Qui trovi le regole per voltura, agevolazioni, IMU, vendita e gestione tra fratelli; per l'intera procedura vedi la guida alla dichiarazione di successione.

La voltura catastale della casa ereditata è automatica?

Sì, nel senso che non richiede una pratica separata. Il modello ufficiale si chiama «Dichiarazione di successione e domanda di volture catastali»: compilandolo, gli eredi chiedono anche la voltura degli immobili. Secondo le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate, nella successione senza testamento la voltura è eseguita in base alle quote previste dalla legge e rapportate al diritto del defunto; con il testamento, in base alle disposizioni testamentarie.

Un esempio tratto dalle istruzioni: il defunto possedeva il 50 % di un appartamento ed eredi sono il coniuge e tre figli. La quota di devoluzione è 1/3 al coniuge e 2/9 a ciascun figlio; in catasto risulteranno quindi 1/6 della proprietà al coniuge e 1/9 a ciascun figlio, mentre l'altro 50 % resta a chi lo possedeva già.

La voltura funziona solo se i dati catastali sono corretti. Prima di compilare conviene fare una visura per controllare intestazione, quote e rendita; per l'elenco completo dei documenti vedi la checklist dei documenti per la successione.

Quanto si paga per la casa nella successione?

Per ogni immobile si pagano le imposte ipotecaria e catastale, calcolate sul valore della casa, più alcune somme fisse per l'intera dichiarazione.

Voce Senza agevolazioni Con requisiti prima casa
Imposta ipotecaria 2 % del valore 200 €
Imposta catastale 1 % del valore 200 €
Imposta di bollo 85 € per circoscrizione 85 € per circoscrizione
Tassa per i servizi ipotecari e catastali 120 € per conservatoria 120 € per conservatoria

Il valore è, di regola, il valore catastale: rendita × 1,05 × 120 per le abitazioni, con il coefficiente 110 comunemente applicato quando ricorrono i requisiti prima casa. Una casa con rendita di 800 € vale 100.800 € come abitazione ordinaria: senza agevolazioni si pagano 2.016 € di ipotecaria e 1.008 € di catastale; con le agevolazioni 400 € in tutto.

L'imposta di successione vera e propria è un'altra cosa: per coniuge e figli si paga solo oltre 1 milione di euro a testa. Il calcolo completo è nella guida su aliquote e franchigie dell'imposta di successione.

Come si ottengono le agevolazioni prima casa sulla casa ereditata?

Le imposte ipotecaria e catastale si pagano in misura fissa (200 € ciascuna) quando la casa non è di lusso e almeno uno dei beneficiari ha i requisiti previsti per l'acquisto della prima casa (art. 69, comma 3, L. 342/2000). Le istruzioni ufficiali precisano che il beneficio si estende agli altri eredi anche se non hanno i requisiti.

I requisiti, secondo l'Agenzia delle Entrate, sono:

  • la casa è in categoria catastale A/2, A/3, A/4, A/5, A/6, A/7 o A/11 (sono escluse A/1, A/8 e A/9);
  • la casa si trova nel comune di residenza dell'erede, oppure l'erede si impegna a trasferirvi la residenza entro 18 mesi (o vi lavora o studia, con le regole previste);
  • l'erede non possiede un'altra casa nello stesso comune;
  • l'erede non possiede in Italia un'altra casa acquistata con le agevolazioni, oppure si impegna a venderla entro due anni (termine valido per i nuovi acquisti dal 1° gennaio 2025, anche per successione).

Si possono agevolare anche le pertinenze (una per categoria C/2, C/6 e C/7). Ogni erede può chiedere l'agevolazione per una sola abitazione nella stessa successione.

Le agevolazioni si chiedono nella dichiarazione di successione, con l'apposito codice e la dichiarazione sostitutiva dei requisiti: non basta averli di fatto. Se un erede non rispetta gli impegni presi, per esempio non sposta la residenza entro 18 mesi, perde il beneficio e deve versare le imposte in misura ordinaria con sanzione e interessi. Chi si accorge di non poter rispettare l'impegno può presentare all'ufficio un'istanza (revoca d'intenti o ravvedimento): la Risoluzione 30/E del 16 settembre 2026 ha istituito i codici tributo per pagare le somme che l'ufficio richiede in questi casi.

I requisiti contano alla data del decesso o a quella della dichiarazione?

Contano alla data del decesso, perché nella successione il trasferimento della casa avviene in quel momento. Lo ricorda la Risoluzione 66/E del 20 dicembre 2024, che ha chiarito anche cosa succede se la dichiarazione è presentata dopo i 12 mesi:

  • l'agevolazione si può chiedere anche nella dichiarazione tardiva, purché presentata prima della notifica di un accertamento d'ufficio o, in mancanza, entro cinque anni dal termine ordinario;
  • le dichiarazioni sui requisiti dimenticate si possono rendere con una dichiarazione integrativa o sostitutiva;
  • se la dichiarazione arriva dopo i 18 mesi previsti per trasferire la residenza e l'erede non era già residente nel comune alla data del decesso, l'agevolazione non può essere riconosciuta.

Il ritardo comporta comunque le sanzioni descritte nella guida sulla successione in ritardo.

Chi paga l'IMU sulla casa ereditata?

Dal giorno del decesso l'IMU è dovuta da chi è diventato proprietario o titolare di un diritto reale sulla casa, per la propria quota. Due situazioni frequenti:

  • coniuge superstite: per legge (art. 540 c.c.) ha il diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare. Come titolare di un diritto reale di godimento, è lui il soggetto passivo IMU per l'intera casa; se vi abita e la casa non è di lusso (A/1, A/8, A/9), come abitazione principale è esente;
  • figli o altri eredi che non vi abitano: pagano l'IMU sulla propria quota, come per una seconda casa, con le aliquote del comune.

Le regole di dettaglio (scadenze, eventuali dichiarazioni, aliquote) dipendono anche dalle delibere del comune in cui si trova la casa.

Si può vendere la casa ereditata prima della successione?

Chi accetta l'eredità diventa proprietario dalla data del decesso, ma per vendere servono alcuni passaggi formali. Nella pratica il notaio che stipula la vendita verifica che:

  • la dichiarazione di successione sia stata presentata (serve anche per la voltura);
  • l'acquisto dell'erede risulti dai registri immobiliari, con la trascrizione dell'accettazione dell'eredità (art. 2648 c.c.), necessaria perché la catena dei passaggi di proprietà sia continua.

Vendere la casa è un atto che implica l'accettazione dell'eredità (accettazione tacita, art. 476 c.c.); anche alcuni atti preparatori possono essere valutati in questo senso, a seconda del caso concreto. Le modalità di trascrizione dell'accettazione tacita sono state oggetto di una modifica legislativa recente (L. 182/2025): prima di firmare conviene farsi indicare dal notaio come verrà gestita nel caso concreto.

Si pagano tasse sulla plusvalenza quando si vende la casa ereditata?

No. L'art. 67, comma 1, lettera b), del TUIR tassa la plusvalenza sulla vendita di immobili acquistati o costruiti da non più di cinque anni, ma esclude espressamente quelli acquisiti per successione. Chi eredita una casa e la vende, anche dopo pochi mesi e a un prezzo superiore al valore dichiarato in successione, non paga IRPEF né imposta sostitutiva sulla differenza.

L'esclusione non riguarda i terreni edificabili: la plusvalenza sulla loro vendita è tassata a prescindere dal tempo trascorso e dalla provenienza.

Restano invece dovute, a carico di chi compra, le normali imposte sull'acquisto, e le spese notarili della vendita.

Come si gestisce una casa ereditata tra fratelli?

Senza testamento, se gli eredi sono più fratelli la casa diventa di tutti in comunione ereditaria, in proporzione alle quote (per esempio 1/2 ciascuno se sono due figli e non c'è il coniuge). Le regole principali del codice civile:

Situazione Cosa prevede il codice civile
Uno dei fratelli vuole dividere ogni coerede può sempre chiedere la divisione (art. 713)
Un fratello vuole vendere la sua quota a un estraneo gli altri coeredi hanno diritto di prelazione e di riscatto (art. 732)
Si vuole vendere l'intera casa serve il consenso di tutti i comproprietari
La casa non è comodamente divisibile in sede di divisione può essere assegnata a uno con conguaglio in denaro agli altri, o venduta

Nella dichiarazione di successione ogni erede risulta con la propria quota e la voltura viene fatta di conseguenza; gli accordi tra fratelli (assegnazione a uno, vendita, divisione) sono un passaggio successivo, che normalmente richiede un atto notarile. Le quote di ciascuno sono spiegate nella guida sulla successione senza testamento.

Domande frequenti

Devo andare al catasto per intestarmi la casa del genitore?

Di solito no. La dichiarazione di successione telematica comprende la domanda di voltura catastale, che viene eseguita in base alle quote indicate. Conviene poi controllare con una visura che l'intestazione sia stata aggiornata.

Se eredito una seconda casa nella stessa città in cui ho già un'abitazione, posso avere le agevolazioni?

Per quell'erede no, perché tra i requisiti c'è non possedere un'altra casa nello stesso comune. Basta però che un altro erede abbia i requisiti perché le imposte fisse di 200 € valgano per tutti.

Posso vendere la casa ereditata prima di aver presentato la successione?

Nella pratica il notaio che stipula la vendita chiede che la dichiarazione di successione sia stata presentata e che l'acquisto dell'erede risulti dai registri immobiliari, quindi i tempi della successione incidono sulla vendita.

Se vendo la casa ereditata dopo un anno pago tasse sul guadagno?

No. La plusvalenza sulla vendita di fabbricati ricevuti per successione non è tassata come reddito, a prescindere da quanto tempo è passato. Fanno eccezione i terreni edificabili, la cui plusvalenza è sempre tassata.

La casa ereditata con le agevolazioni prima casa si può affittare?

La legge non vieta di affittarla, ma l'agevolazione resta legata al rispetto dei requisiti e degli impegni dichiarati (per esempio trasferire la residenza entro 18 mesi o vendere entro due anni l'altra casa agevolata): se non sono rispettati, si decade dal beneficio.

Fonti

Informazioni generali aggiornate alla data indicata, non costituiscono consulenza legale o fiscale. Per i casi particolari rivolgiti a un professionista abilitato.