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Autoliquidazione dell'imposta di successione: scadenze, F24 e rate

Redazione Successione Pronta. Aggiornato il .

In breve

  • Per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025 l'imposta di successione la calcola lo stesso erede nella dichiarazione (autoliquidazione), come già avveniva per le imposte ipotecaria, catastale e di bollo.
  • L'imposta si paga entro 90 giorni dalla scadenza della dichiarazione (12 mesi dal decesso), insieme alla dichiarazione oppure dopo, con F24 e codice tributo 1539.
  • Se l'importo è di almeno 1.000 € si può rateizzare: almeno il 20 % entro i 90 giorni e il resto in 8 rate trimestrali, o fino a 12 se l'importo supera 20.000 €, con interessi (codice 1635).
  • L'ufficio controlla l'autoliquidazione e, se trova una maggiore imposta, notifica un avviso di liquidazione entro due anni dalla presentazione, con 60 giorni per pagare.
  • Per le successioni aperte fino al 31 dicembre 2024 resta il sistema precedente: l'imposta la calcola l'ufficio e si paga dopo l'avviso di liquidazione.

Dal 1° gennaio 2025 l'imposta di successione non la calcola più l'Agenzia delle Entrate: la determina l'erede nella dichiarazione e la paga entro 90 giorni dalla scadenza dei 12 mesi, in un'unica soluzione o a rate se l'importo è pari o superiore a 1.000 €. L'ufficio poi ha due anni per controllare il calcolo. Qui trovi scadenze, codici F24, regole sulle rate e un esempio con coniuge e due figli; per tutti gli altri passaggi vedi la guida alla dichiarazione di successione.

Che cosa cambia con l'autoliquidazione dal 1° gennaio 2025?

Il D.Lgs. 139/2024 ha modificato l'art. 33 del D.Lgs. 346/1990: ora «i soggetti obbligati al pagamento autoliquidano l'imposta in base alla dichiarazione della successione», applicando gli stessi criteri che prima usava l'ufficio. La regola vale per le successioni aperte dal 1° gennaio 2025, cioè per i decessi da quella data.

Successioni aperte fino al 31-12-2024 Successioni aperte dal 1-1-2025
Chi calcola l'imposta di successione l'ufficio dell'Agenzia delle Entrate l'erede, nella dichiarazione
Quando si paga entro 60 giorni dalla notifica dell'avviso di liquidazione entro 90 giorni dal termine di presentazione della dichiarazione
Imposte ipotecaria, catastale, bollo, tasse autoliquidate con la dichiarazione autoliquidate con la dichiarazione (invariato)
Controllo dell'ufficio liquidazione dell'imposta verifica dell'autoliquidazione entro 2 anni

Il resto della riforma riguarda tra l'altro l'abrogazione del coacervo successorio e le nuove regole sui debiti contratti negli ultimi sei mesi: le trovi nella guida su aliquote e franchigie dell'imposta di successione.

Entro quando si paga l'imposta di successione?

Le scadenze sono due e partono entrambe dalla data del decesso:

  1. dichiarazione: entro 12 mesi dal decesso;
  2. imposta di successione: entro 90 giorni dalla scadenza dei 12 mesi, non dal giorno in cui la dichiarazione viene inviata.

La Circolare 3/E del 2025 fa questo esempio: decesso il 22 ottobre 2025, dichiarazione presentata il 15 aprile 2026; il termine per la dichiarazione scade il 22 ottobre 2026 e l'imposta può essere versata fino al 20 gennaio 2027. Chi presenta prima non anticipa la scadenza del pagamento.

Le imposte ipotecaria e catastale, il bollo e la tassa per i servizi ipotecari e catastali, dovute quando ci sono immobili, si pagano invece al momento della presentazione della dichiarazione. Se la dichiarazione o il pagamento arrivano in ritardo si applicano le sanzioni spiegate nella guida sulla successione in ritardo.

Come si paga: precompilata web o modello F24?

Ci sono due strade:

  • con la dichiarazione precompilata web dell'Agenzia delle Entrate, che calcola le imposte e permette di versarle direttamente al momento dell'invio telematico. Come accedere e come funziona è spiegato nella guida sulla successione online con SPID;
  • con il modello F24, anche dopo l'invio, purché entro i 90 giorni.

Nell'F24 (sezione Erario) si compila così, secondo la Risoluzione 2/E del 10 gennaio 2025:

Campo Cosa indicare
Codice tributo 1539 «Successioni - Imposta sulle successioni - autoliquidazione»
Rateazione formato NNRR: «0101» per il pagamento in unica soluzione e per l'acconto; per le rate, numero della rata e numero totale (per esempio «0108», «0208»…)
Anno di riferimento anno del decesso
Sezione Contribuente codice fiscale e dati dell'erede che paga
Codice fiscale del coobbligato codice fiscale del defunto, con codice identificativo «08»

Gli interessi sulle rate si versano con il codice 1635. Per le tasse per i servizi ipotecari e catastali il codice è il 1532.

Come funziona la rateizzazione?

La rateizzazione è prevista dall'art. 38 del D.Lgs. 346/1990 e va comunicata nella dichiarazione di successione.

Regola Dettaglio
Importo minimo non è ammessa per importi inferiori a 1.000 €
Acconto almeno il 20 % dell'imposta, entro i 90 giorni
Rate fino a 20.000 € resto in un massimo di 8 rate trimestrali
Rate oltre 20.000 € resto in un massimo di 12 rate trimestrali
Interessi dovuti sugli importi dilazionati, dal giorno successivo al pagamento dell'acconto

La rateizzazione riguarda l'imposta di successione. Le imposte ipotecaria e catastale, il bollo e le tasse si pagano per intero con la dichiarazione.

Esempio: coniuge e due figli con casa e conti

Una donna muore il 5 marzo 2026 senza testamento. Eredi sono il marito e due figli, 1/3 ciascuno. Il patrimonio comprende:

  • la casa in cui viveva con il marito, intestata solo a lei, rendita catastale 1.200 €; il marito ha i requisiti prima casa: valore 1.200 × 1,05 × 110 = 138.600 €;
  • due conti correnti intestati solo a lei per complessivi 210.000 €.

Il valore netto è 348.600 €; ciascun erede riceve 116.200 €, molto sotto la franchigia di 1 milione. Quindi:

  • imposta di successione: 0 €, nessun F24 con codice 1539 e nessuna rata;
  • con la dichiarazione si pagano 200 € di imposta ipotecaria, 200 € di catastale, 85 € di bollo e 120 € di tassa per i servizi ipotecari e catastali: 605 € in tutto.

Variante con imposta da rateizzare

Supponiamo che, oltre alla casa, la donna lasciasse conti e investimenti non esenti per 3.461.400 €. Il valore netto sale a 3.600.000 €, cioè 1.200.000 € per ciascun erede.

  • Imposta per ciascuno: (1.200.000 − 1.000.000) × 4 % = 8.000 €; totale 24.000 €.
  • Scadenza della dichiarazione: 5 marzo 2027. Scadenza dell'imposta: entro 90 giorni, cioè entro il 3 giugno 2027.
  • Poiché l'importo supera 20.000 €, si può pagare un acconto del 20 % (4.800 €, codice 1539, rateazione «0101») e il resto, 19.200 €, in un massimo di 12 rate trimestrali da 1.600 € ciascuna, più gli interessi con il codice 1635.

Le cifre degli interessi dipendono dal tasso applicabile al momento del pagamento: il calcolo proposto dalla dichiarazione precompilata va sempre verificato.

Cosa succede se c'è un errore nel calcolo?

L'ufficio, anche con procedure automatizzate, controlla l'autoliquidazione e i versamenti. Può correggere errori materiali e di calcolo ed escludere, per esempio, passività non deducibili o non documentate e riduzioni non previste.

Se risulta una maggiore imposta, notifica un avviso di liquidazione entro due anni dalla presentazione della dichiarazione, con l'invito a pagare entro 60 giorni:

  • la maggiore imposta;
  • la sanzione per omesso versamento, pari al 25 % per le violazioni dal 1° settembre 2024 e ridotta a un terzo se si paga entro i 60 giorni;
  • gli interessi dalla data in cui l'imposta avrebbe dovuto essere pagata.

Chi si accorge dell'errore prima dell'avviso può correggerlo con una dichiarazione integrativa o sostitutiva e versare la differenza con il ravvedimento operoso, che riduce la sanzione.

Chi è obbligato a pagare?

L'imposta è calcolata sulla quota di ciascun erede, ma la legge (art. 36 del D.Lgs. 346/1990) prevede che gli eredi rispondano in solido dell'imposta complessiva: l'Agenzia può chiederla per intero anche a uno solo, che potrà poi rivalersi sugli altri. Per sapere chi deve presentare la dichiarazione, vedi la guida su chi deve presentare la successione.

E per le successioni aperte prima del 2025?

Se il decesso è avvenuto entro il 31 dicembre 2024, anche se la dichiarazione si presenta oggi, l'imposta di successione non si autoliquida: la calcola l'ufficio e la comunica con un avviso di liquidazione da pagare entro 60 giorni. Anche in questo caso, per importi di almeno 1.000 € è prevista la possibilità di rateizzare secondo le regole dell'art. 38 nella versione allora vigente. Le imposte ipotecaria, catastale e di bollo e la tassa per i servizi ipotecari e catastali si pagano comunque con la dichiarazione. Un riepilogo di tutti i costi è nella guida su quanto costa una successione.

Domande frequenti

Se l'imposta di successione è zero devo comunque fare l'F24?

Per l'imposta di successione no, perché non c'è nulla da versare. Se però ci sono immobili, con la dichiarazione si pagano comunque imposte ipotecaria, catastale, bollo e tassa per i servizi ipotecari e catastali.

Chi paga l'imposta se gli eredi sono più di uno?

Ogni erede deve l'imposta calcolata sulla propria quota, ma la legge prevede che gli eredi ne rispondano in solido: l'Agenzia può chiedere l'intero importo a ciascuno, che poi si rivale sugli altri. Nell'F24 si indica il codice fiscale dell'erede che paga e quello del defunto con codice 08.

Posso pagare l'imposta con i soldi del conto del defunto se è bloccato?

In generale la banca svincola le somme dopo la presentazione della dichiarazione. Solo per l'unico erede fino a 26 anni la legge consente lo svincolo prima, e limitatamente alle imposte ipotecaria, catastale e di bollo, non all'imposta di successione.

Se sbaglio il calcolo e pago meno, cosa rischio?

L'ufficio corregge l'errore e chiede la differenza con una sanzione del 25 %, ridotta a un terzo se si paga entro 60 giorni dall'avviso, più gli interessi. Si può anche correggere prima, con una dichiarazione integrativa e il ravvedimento.

Dove trovo il calcolo già fatto?

Il servizio «Dichiarazione di successione precompilata web» dell'Agenzia delle Entrate calcola le imposte dovute e permette di pagarle direttamente al momento dell'invio. Resta responsabilità del dichiarante verificare i dati inseriti.

Fonti

Informazioni generali aggiornate alla data indicata, non costituiscono consulenza legale o fiscale. Per i casi particolari rivolgiti a un professionista abilitato.